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Cappello di paglia con aloni di sudore? Pulisci la fascia senza inzuppare la tesa

Il bordo interno del cappello assorbe sudore, crema solare e sebo prima che ce ne accorgiamo. Quando compare l’alone, mettere tutto sotto il rubinetto sembra la strada più rapida. Sulla paglia, però, troppa acqua può deformare la tesa, irrigidire le fibre e lasciare un segno più grande di quello iniziale.

Cappello di paglia pulito delicatamente con un panno umido

La prima verifica è l’etichetta. “Cappello di paglia” è una definizione larga: può indicare fibre naturali, carta intrecciata o materiali sintetici, ognuno con una tolleranza diversa all’umidità. Le indicazioni del produttore vengono prima di qualunque metodo domestico.


Se il cappello è ancora umido dopo essere stato indossato, non va chiuso in borsa né appoggiato sotto altri oggetti. Si lascia arieggiare all’ombra, sostenendo la corona. La pulizia vera comincia solo quando la fibra è asciutta, perché polvere e sabbia si rimuovono meglio senza trasformarle in fango.

Spazzolare prima di tamponare

Con una spazzola a setole morbide si segue il verso dell’intreccio, senza insistere su fili sollevati o punti decorativi. La tesa va sorretta con l’altra mano. Scuotere il cappello prendendolo dalla punta della corona è comodo, ma alla lunga lo deforma.


Il nastro esterno e le applicazioni possono reagire in modo diverso dalla paglia. Un fiocco incollato, per esempio, non ama lo stesso trattamento di una fascia cucita. Prima di usare umidità si osservano bordi, cuciture e colori e si prova il panno in una zona poco visibile.

Per un alone leggero basta un panno bianco appena umido. Bianco, perché un tessuto colorato potrebbe trasferire pigmento. Si tampona dall’esterno verso il centro senza strofinare, poi si passa un secondo panno pulito. La paglia non deve diventare molle o scura in profondità.

Pulizia della fascia interna di un cappello di paglia

La fascia interna è il punto da trattare

Molti aloni partono dalla fascia assorbisudore, non dalla tesa. Se è accessibile, si può tenere leggermente sollevata mentre la si tampona con acqua e pochissimo sapone neutro, sempre dopo aver controllato le istruzioni. Un asciugamano pulito inserito nella corona aiuta a evitare che l’umidità raggiunga la parte esterna.


Il panno deve essere ben strizzato. Si lavora per piccole sezioni e si assorbe subito con un tessuto asciutto. Aggiungere altro sapone perché non fa schiuma è un errore: i residui possono creare un bordo rigido e attirare nuova polvere. Il risciacquo si fa con un altro panno appena umido, non con acqua corrente.

Crema solare e trucco sono macchie grasse. Non conviene aggredirle con sgrassatori da cucina, alcool o candeggina. Possono scolorire il nastro e indebolire la fibra. Se la macchia è vecchia, scura o estesa, una pulitura professionale è più sensata di un esperimento energico.

Asciugare mantenendo la forma

Il cappello si lascia asciugare in un luogo ventilato, lontano dal sole diretto, dal phon e dal termosifone. Il calore rapido può rendere la paglia fragile. La tesa va appoggiata in piano, mentre la corona può essere sostenuta con un asciugamano bianco arrotolato senza spingerlo troppo.


Non si appende per il bordo e non si usa una molletta. Il segno resterebbe proprio nel punto più visibile. Durante l’asciugatura si controlla che la fascia interna non resti ripiegata umida contro la paglia.

Cappello di paglia lasciato asciugare all’ombra

Evitare che l’alone torni dopo due giorni

Dopo aver indossato il cappello, la fascia può essere passata con un panno asciutto e lasciata prendere aria. Se i capelli sono bagnati o c’è molta crema sulla fronte, conviene aspettare qualche minuto prima di metterlo. Non è una grande regola di stile, è semplice prevenzione.

Per conservarlo si sceglie un ripiano libero o una cappelliera abbastanza ampia. Sovrapporre borse e asciugamani schiaccia la corona; chiuderlo ancora umido riporta subito l’odore. Anche il profumatore spruzzato all’interno è una scorciatoia poco utile: aggiunge umidità e può macchiare.

Quando la fascia è asciutta, la tesa resta piana e l’alone non si è allargato, il lavoro è finito. Continuare a pulire un punto già migliorato è spesso il passaggio che rovina tutto.


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Photo Credit: volutta.it

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