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Stendibiancheria vicino al termosifone? L’errore che alza la bolletta e rovina l’aria di casa

Chi pensa di risparmiare usando il termosifone per asciugare i panni commette un errore che si paga in bolletta e si respira nell’aria di casa. Scopri perché spostare lo stendibiancheria cambia tutto, dalla salute al portafoglio.

Stendibiancheria vicino al termosifone
Stendibiancheria vicino al termosifone? L’errore che alza la bolletta e rovina l’aria di casa | Foto © Sere Dipity

Quando fuori piove o fa freddo, il primo istinto è quello di portare lo stendibiancheria vicino al termosifone. Ci si convince che sia la soluzione più rapida ed “economica” per avere il bucato asciutto in poche ore. Nessuno parla mai, però, di quel senso di umidità che resta nell’aria, delle finestre appannate la mattina dopo, di quella sensazione strana ai piedi appena scendi dal letto. C’è sempre un lato scomodo che non trovi nei manuali: la stanza sembra più calda ma in realtà non lo è, e a fine mese il contatore corre più del solito.


Non è solo questione di comfort. Il problema si nasconde nella fisica della casa, e ha effetti che si vedono sulle bollette ma anche sulle pareti. In apparenza tutto sembra funzionare, ma il paradosso arriva quando scopri che più riscaldi per asciugare i panni, meno l’ambiente resta asciutto. Chi non ha mai notato quella patina opaca sui muri o un odore stagnante in inverno? Il vero motivo è una catena di errori invisibili che si attivano proprio spostando lo stendibiancheria vicino ai radiatori. E lì la casa inizia a lavorare contro di noi.

Quanto incide lo stendibiancheria sul termosifone e sulla bolletta

Il bucato umido posto vicino al calorifero blocca la normale circolazione dell’aria calda. Non è una teoria, basta osservare come il calore rimane “dietro” lo stendino e non si diffonde nella stanza. Succede spesso che il termostato, percependo meno calore, ordini alla caldaia di lavorare più a lungo o in modo intermittente. Risultato: consumi più gas o energia per raggiungere una temperatura che in realtà non arriva mai in modo uniforme. Ogni volta che la stanza non si scalda come dovrebbe, la tentazione è quella di alzare il termostato. E così la bolletta si gonfia.


Un dettaglio che molti ignorano riguarda l’umidità rilasciata: l’aria umida è più difficile da scaldare rispetto a quella secca. I costi salgono, ma la sensazione di freddo non passa. Più vapore acqueo si concentra nell’ambiente, più il sistema di riscaldamento deve “lavorare” per mantenere la temperatura. Il comfort, invece, si abbassa: si crea uno sbalzo tra zone calde (dietro lo stendino) e fredde (lontano dai radiatori), con un clima interno poco equilibrato. Da utente, ti ritrovi con stanze calde a macchia di leopardo e panni che sembrano asciutti ma lasciano una cappa d’umidità latente.

Aria viziata, condensa e il rischio muffa invisibile

Quando i panni vengono stesi vicino a una fonte di calore, l’acqua evapora molto più in fretta e satura subito l’aria. Quello che non vedi è che questa umidità va a depositarsi sui punti più freddi della casa: dietro gli armadi, negli angoli esterni, sulle pareti meno isolate. Il risultato? Condensa, muffa e odore di chiuso. L’aspetto peggiore è che le spore della muffa non sempre sono visibili a occhio nudo. Ti accorgi tardi, spesso per colpa di allergie o di una tosse che non passa, che qualcosa non va nell’aria che respiri.

La qualità dell’aria in casa peggiora ogni volta che c’è uno sbalzo d’umidità. Un dettaglio sottovalutato: l’odore di panni “troppo asciugati” tende a stagnare, con una pesantezza che si percepisce soprattutto la mattina o dopo ore a finestre chiuse. Questo ambiente favorisce raffreddori e piccoli fastidi respiratori tipici dell’inverno, che nessun purificatore domestico può risolvere se l’umidità resta alta.


Dove posizionare lo stendibiancheria per evitare danni (e bollette salate)

La regola dei due metri dal termosifone è semplice: allontana lo stendibiancheria almeno questa distanza da qualsiasi fonte di calore. Sembra poco pratico, ma il beneficio è immediato. Meglio sfruttare le zone di passaggio d’aria, ad esempio vicino a una finestra o in un corridoio non troppo angusto. Più l’aria circola, più il bucato asciuga in modo uniforme senza sbalzi di temperatura.

Se proprio devi asciugare in casa, vale la pena usare un deumidificatore per abbassare l’umidità senza aumentare la temperatura. I risultati si vedono: meno condensa sulle pareti, odori che scompaiono e tessuti che restano morbidi. L’aria secca favorisce anche la sensazione di calore, quindi puoi permetterti di tenere il riscaldamento più basso senza rinunciare al comfort. Un ultimo trucco: arieggia brevemente dopo aver tolto i panni dallo stendino, così elimini il vapore residuo prima che si depositi sui muri. Le pareti (e la bolletta) ringraziano.

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Photo Credits: © Adobe Stock


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