Il nuovo tavolo nero allungabile di IKEA, ROSENTORP, risolve due problemi classici della zona pranzo: mancanza di spazio e difficoltà di abbinamento con stili diversi. Un dettaglio pratico: la prolunga a farfalla si apre in meno di un minuto, senza bisogno di aiuto.

La necessità di un tavolo funzionale senza sacrificare il design è più attuale che mai, specie in case dove la zona giorno si fonde con la cucina o la sala. La soluzione proposta da IKEA con il modello ROSENTORP ha il pregio di eliminare la consueta rigidità dei tavoli allungabili rettangolari, offrendo invece una base rotonda che si trasforma all’occorrenza. Basta una mano, letteralmente, per passare da quattro a sei posti senza sforzi e senza impazzire con incastri o guide complicate.
Il risultato? Un tavolo che mantiene il suo aspetto elegante anche allungato, con una superficie liscia e continua, grazie alla prolunga a scomparsa. Il piano in melammina resiste a graffi e macchie, dettaglio tutt’altro che scontato se si hanno bambini o si ama usare il tavolo anche come piano di lavoro. Il bordo stondato elimina quell’effetto “tavolo da riunione” che spesso penalizza i modelli neri, mentre le gambe massicce, in legno, non in MDF, danno sicurezza e non fanno scricchiolare nulla, neppure su pavimenti irregolari.
Il tavolo nero allungabile di IKEA: perché la forma rotonda è un vantaggio pratico
La maggior parte dei tavoli allungabili punta tutto sulla capienza, sacrificando la convivialità. Qui invece il discorso cambia: la forma rotonda favorisce la conversazione perché tutti sono alla stessa distanza e nessuno si trova isolato in fondo. Non serve spazio aggiuntivo per gli angoli, quindi ROSENTORP si piazza anche in cucine piccole o in soggiorni stretti senza sembrare un corpo estraneo.
Un altro vantaggio pratico: niente spigoli vivi, meno rischi di urti per bambini o adulti distratti. Sembra banale, ma chi ha provato a far passare una sedia tra due gambe di tavoli tradizionali conosce il fastidio. Qui la base centrale lascia gambe libere e movimenti più fluidi. Un punto spesso trascurato dai produttori.

Materiali, pulizia e robustezza: dettagli che contano davvero
L’estetica da sola non basta. Ho notato che la superficie del piano, in melammina nera opaca, è meno soggetta a impronte rispetto ad altri modelli IKEA in finitura lucida. Il bordo leggermente arrotondato protegge la vernice dagli urti di piatti e posate, mentre le gambe in legno massello (verniciate, non laccate) hanno una presenza solida che si sente toccando il tavolo, non solo guardandolo.
Il sistema di allunga è più affidabile di certi tavoli telescopici che dopo un anno ballano o si bloccano. La guida scorrevole interna non ha giochi strani, la prolunga si ripiega all’interno senza lasciare fessure. Un dettaglio: il meccanismo non va oliato, basta una pulizia normale, ed è uno di quei casi in cui il prezzo si riflette sulla qualità percepita, non solo sulla marca.
Pulirlo richiede meno attenzioni del previsto: la polvere si nota meno sul nero opaco e le macchie si rimuovono con una spugna umida. Meglio evitare detergenti aggressivi o abrasivi, basta poco per mantenere il tavolo in ordine anche con uso quotidiano.
Abbinamenti: sedie giuste e alternative pratiche al tavolo ROSENTORP
Il tavolo ROSENTORP nasce per essere abbinato alle sue sedie dedicate, ma funziona sorprendentemente bene anche con modelli diversi. L’ho visto con sedie imbottite stile anni ‘50, ma anche con sedie nere dal profilo più classico per chi cerca uniformità cromatica senza rinunciare al carattere. La base centrale lascia libertà: si possono avvicinare anche sedie voluminose senza problemi.

Due dritte: meglio scegliere sedute senza braccioli se si vuole sfruttare al massimo i posti, e attenzione all’altezza delle sedie, il bordo spesso richiede sedute almeno da 45 cm per stare comodi.
Chi cerca una soluzione per monolocali o stanze piccole può optare per un mix tra sedie compatte e uno sgabello laterale, da tirare fuori solo quando serve. IKEA suggerisce le sedie NÄSINGE come alternativa, scelta sensata per chi ama il contrasto tra stili diversi senza appesantire l’ambiente.
Ultima nota pratica: se il tavolo viene usato anche per lavorare o studiare, la superficie nera non riflette la luce come certi piani bianchi lucidi. Più comfort per gli occhi, meno fastidi anche dopo ore di utilizzo. Un dettaglio che spesso si sottovaluta nelle schede tecniche.
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