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Quante volte va bagnato il Pothos? La risposta cambia con la stagione

Piante & Fiori

La cura del Pothos, Epipremnum aureum, ruota attorno a una regola semplice e fondamentale: il terreno deve asciugarsi parzialmente tra un’irrigazione e l’altra. La frequenza, però, cambia davvero con il cambiare delle stagioni e delle condizioni ambientali.

Quante volte va bagnato il Pothos? La risposta cambia con la stagione
Quante volte va bagnato il Pothos? La risposta cambia con la stagione

Nelle stanze luminose, il Pothos si espande come una piccola cascata verde, sempre in cerca di una luce mai troppo diretta. Ogni gesto di cura diventa un rituale quasi intuitivo. L’acqua, qui, non è solo nutrimento: è respiro, è pausa. In primavera e in estate, quando il sole si allunga sulle foglie, il terreno asciuga più in fretta. Sfiorare la terra con le dita, arrivare fino alla seconda falange, è il gesto più naturale: se senti umido, aspetta. Se avverti secchezza, è il momento giusto. Bastano una o due annaffiature a settimana, spesso solo quando i primi due o tre centimetri di terra sono asciutti. In presenza di temperature superiori ai 25°C, la pianta potrebbe richiedere anche un’irrigazione leggermente più frequente, soprattutto in ambienti molto ventilati o secchi.


In autunno e in inverno, la scena cambia. La luce si ritira, l’aria si fa più ferma, spesso densa di calore artificiale. Il Pothos rallenta la sua crescita e chiede meno. Anche l’acqua deve rallentare: ogni due o tre settimane, talvolta meno, secondo il riscaldamento domestico e il tasso di umidità dell’ambiente. Il terreno resta umido più a lungo, i ritmi si dilatano. È un tempo di attesa, di osservazione attenta. In stanze poco riscaldate o soggette a correnti fredde, la richiesta d’acqua diminuisce ulteriormente.

Quante volte va bagnato il Pothos in base alla stagione

La frequenza dell’irrigazione si regola come una danza silenziosa, in sintonia con l’ambiente. In primavera ed estate, la stagione di crescita, è bene controllare il substrato almeno una volta a settimana. Innaffia solo se il terreno appare asciutto nei primi centimetri: mai in anticipo, mai per abitudine. In ambienti molto luminosi, con finestre rivolte a sud o a ovest, l’asciugatura è più rapida e l’irrigazione può diventare leggermente più frequente.

In autunno e inverno, la stagione del riposo, l’irrigazione va drasticamente ridotta. Qui conta molto l’umidità della stanza: un riscaldamento acceso può accelerare l’asciugatura, ma di norma una singola annaffiatura ogni due o tre settimane è sufficiente. Un dettaglio spesso trascurato: se le foglie del Pothos iniziano ad afflosciarsi o a incurvarsi verso il basso, la pianta sta segnalando sete. Al contrario, foglie gialle, macchie scure o un odore di terra stagnante possono indicare troppa acqua.


Come capire quando innaffiare il Pothos

Il segreto è ascoltare e osservare. Toccare il terreno, sentire la grana tra le dita. Anche la luce gioca un ruolo: stanze molto luminose o piene di finestre velocizzano l’asciugatura. In ambienti più freschi e ombrosi, l’acqua si trattiene più a lungo. L’importante è evitare eccessi: le radici immerse in acqua stagnante rischiano il marciume, con conseguenze irreparabili. Svuotare sempre il sottovaso dopo 15-20 minuti è un piccolo gesto che protegge la pianta. Se si nota un ristagno persistente, meglio valutare il rinvaso con terriccio più drenante e un vaso forato.

Un trucco pratico: in presenza di aria molto secca o termosifoni accesi, vaporizza leggermente le foglie per simulare l’umidità della foresta tropicale. Ma attenzione a non esagerare: troppa umidità sulle foglie può favorire muffe o marciumi nei periodi freddi.

Primo piano di una pianta di Pothos in vaso, con foglie verde brillante variegate di bianco, su sfondo neutro e naturale.


Consigli pratici per un Pothos sano e rigoglioso

Bastano poche abitudini, semplici ma costanti, per mantenere il Pothos sempre vitale e pieno di energia.

  • Scegli un vaso con drenaggio e terriccio leggero, specifico per piante da appartamento.
  • Controlla il terreno con regolarità, mai solo visivamente: il tatto rivela molto di più.
  • Innaffia preferibilmente al mattino, così la pianta ha il tempo di assorbire bene l’acqua.
  • Evita ristagni eccessivi: dopo l’irrigazione, attendi e poi svuota il sottovaso.
  • Se possibile, vaporizza le foglie nelle giornate molto calde o se l’aria è secca: aiuta a mantenere la freschezza e previene l’ingiallimento.
  • In primavera e in estate, aggiungi un fertilizzante liquido diluito ogni 3-4 settimane per favorire la crescita.
  • Controlla regolarmente la base del fusto e le radici: segnali di muffa o odore sgradevole sono campanelli d’allarme.

Certe attenzioni sembrano minime, quasi invisibili, eppure bastano a trasformare la quotidianità del Pothos in una lenta fioritura. Ogni gesto si trasforma in memoria, ogni annaffiatura diventa un piccolo rito di cura, tra luce e silenzio.

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