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Perché i designer non mettono mai il divano contro la parete: il trucco per far ‘respirare’ il soggiorno e farlo sembrare più grande

Spingere il divano contro la parete non fa guadagnare spazio, anzi: il soggiorno appare più piccolo e meno vivibile. Bastano pochi centimetri di distanza per cambiare l’atmosfera e la percezione della stanza.

Soggiorno moderno con divano blu staccato dalla parete
Perché i designer non mettono mai il divano contro la parete: il trucco per far ‘respirare’ il soggiorno e farlo sembrare più grande | Foto © Photocreo Bednarek

Capita spesso: soggiorni di ogni dimensione schiacciati dai mobili spinti a filo muro. L’idea di guadagnare superficie è tentatrice, quasi automatica quando si acquista un divano nuovo. Ma basta osservare la stanza con un occhio più attento per accorgersi che qualcosa non torna. L’ambiente risulta piatto, i passaggi forzati, il comfort visivo compromesso. La differenza si nota soprattutto quando, entrando in casa altrui, percepiamo una sensazione di sala d’attesa o di spazio “riempito” più che arredato. Nessuno lo dice, ma lo si sente subito: manca aria, manca ritmo.


Non è colpa del divano in sé. La causa è un riflesso automatico: allineare tutti i mobili alle pareti. Lo fanno anche i più ordinati, convinti che sia l’unico modo per sfruttare la metratura. In realtà, la percezione di ordine e apertura nasce da tutt’altro. Un soggiorno che “respira” parte dalla gestione dello spazio vuoto e dalla posizione strategica dei mobili.

L’effetto ‘Galleggiamento’: come dare profondità alla stanza

La distanza tra il divano e la parete, anche solo di dieci-quindici centimetri, non si nota a occhio nudo ma cambia tutto. Succede una cosa curiosa: si creano ombre leggere sul pavimento e dietro lo schienale. Quelle ombre, invisibili ma reali, fanno sembrare il divano più leggero, quasi sospeso. Il soggiorno acquista una profondità che non deriva dai metri quadri ma dal modo in cui la luce si muove intorno agli oggetti.

Vale anche per le stanze piccole, anzi, qui l’effetto è più marcato. Chi ha provato a staccare il divano dalla parete racconta sempre la stessa cosa: la stanza sembra più ampia, persino il passaggio tra gli arredi è più naturale. È un trucco vecchio, ma pochi lo adottano con convinzione.


Vista dall’alto di un soggiorno moderno con divano grigio staccato dalla parete, cuscini gialli, tappeto chiaro, tavolino rotondo in legno e una persona seduta con un laptop.
Foto © Gorodenkoff

Creare corridoi invisibili: la gestione dei flussi in casa

Lasciare spazio dietro il divano significa soprattutto liberare i passaggi. In salotto, il percorso tra porta e finestra spesso diventa una gimkana forzata. Staccando il divano dal muro si crea una linea di movimento spontanea che guida chi entra, senza ostacoli visivi. Spesso basta ruotare leggermente la seduta o allinearla con altri elementi (come un tappeto o un tavolino basso) per suggerire la direzione naturale. Questo piccolo spostamento cambia la qualità della vita: meno urti, meno interruzioni.

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Qui entra il dettaglio pratico che fa la differenza: quel vuoto è prezioso, non va riempito a caso. Una mensola sottile (magari su misura, profonda appena venti centimetri) serve per appoggiare libri o piccoli oggetti, senza ingombrare. Una striscia LED calda illumina la parete e amplifica la profondità visiva. Una pianta alta, anche finta se non c’è luce, spezza la monotonia e aggiunge verticalità. Vale anche un semplice filo di luci. Mai accumulare: qui la regola è sottrarre, mai aggiungere. Un singolo elemento ben scelto è più efficace di tre accessori messi lì solo per coprire il vuoto.

La regola della simmetria spezzata per un look più moderno

L’abitudine di posizionare tutto “a coppie” (due poltrone, due lampade, divano centrato perfettamente) appiattisce la stanza e le dà quell’aria da showroom. Molto meglio spezzare la simmetria: basta spostare il divano di qualche centimetro rispetto all’asse centrale, oppure accostare un solo lato a un tavolino. L’asimmetria controllata suggerisce movimento, rende l’ambiente più curato e vissuto. Si può anche mischiare materiali diversi, magari un pouf in tessuto vicino al cuoio, per un effetto meno prevedibile. Qui non si tratta di trasgredire, ma di togliere rigidità allo schema mentale del “tutto perfettamente in ordine”. Più difficile a dirsi che a farsi, eppure il risultato è molto più elegante.


Spostare il divano anche solo di dieci centimetri dalla parete non richiede fatica né investimenti. Se vuoi capire cosa cambia davvero, prova stasera stessa: guarderai il tuo soggiorno con occhi diversi, magari trovando spazio proprio dove pensavi non ce ne fosse.

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Photo Credits: © Adobe Stock

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