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Pensavo che la mia casa fosse troppo piccola, poi ho eliminato queste 7 cose

Molti pensano che servano metri quadri in più, ma basta togliere ciò che soffoca davvero lo spazio. Ogni casa piccola può sembrare più grande se scegli cosa eliminare senza mezze misure.

Donna sorridente con camicia gialla in casa luminosa e ordinata, esempio di ambiente più spazioso dopo il decluttering.
Pensavo che la mia casa fosse troppo piccola: ho eliminato queste 7 cose | Foto © Prostock-studio

L’idea di vivere meglio in una casa piccola sembra quasi un paradosso, specialmente quando ogni mobile e oggetto invade la visuale e rende tutto più complicato. La sensazione di “non trovare mai posto” non nasce solo dalla metratura: è il risultato di una serie di accumuli invisibili, abitudini consolidate e scelte sbagliate che portano a una saturazione degli ambienti.


Liberarsi dal superfluo è l’unica scorciatoia reale, e l’effetto è quasi immediato: meno cose in giro, più aria nella testa. Se non hai mai avuto il coraggio di buttare vecchi regali, tazze spaiate o quel tavolino che ti ostacola ogni volta che ti muovi, ora è il momento di cambiare metodo. Nessun compromesso: chi vive in uno spazio piccolo, per respirare davvero, deve imparare a tagliare.

1. Mobili sovradimensionati: l’errore che svuota la stanza

Gli arredi troppo grandi sono il classico autogol nelle case piccole. Quella poltrona enorme ereditata dalla nonna sembra un pezzo di cuore, ma occupa metà soggiorno e blocca ogni passaggio. Le cassettiere “salvaspazio” comprate d’impulso? A volte nascondono solo altri oggetti inutili. Meglio puntare su mobili multifunzione, con vani contenitore nascosti o dimensioni compatte.

Una panca con spazio interno risolve due problemi: si siede un ospite in più e si recupera un cassetto. In cucina, meglio una tavola pieghevole che un ingombro fisso. L’obiettivo non è svuotare, ma lasciare che i mobili servano davvero chi ci vive.


2. Troppe tazze e bicchieri: il falso bisogno che ingombra la cucina

Le collezioni di tazze sembrano innocue, finché apri un’anta e rischi una frana di ceramica. La realtà: la maggior parte finisce per prendere polvere. Ne bastano due per la colazione, un paio per gli ospiti, il resto si elimina senza ripensamenti. Stesso discorso per bicchieri e borracce: quelli con il logo di qualche evento o i regali mai usati riempiono mensole e cassetti senza essere utili. La differenza si vede subito: meno oggetti, mobiletti che si chiudono davvero.

3. Bagno saturo di prodotti inutili

Ogni bagno piccolo è una trappola per flaconi: campioncini mai aperti, doppi shampoo, creme regalate e rimaste lì. Quello che davvero serve occupa meno di un ripiano. Il resto è solo rumore visivo e pratico. Butta senza pietà tutto ciò che non usi da mesi, i prodotti scaduti o mezzi finiti. Il bello arriva dopo: trovare al volo il dentifricio o la crema senza rovistare mezz’ora tra i flaconi. Non riacquistare doppioni solo per “averli di scorta”, rischi di ripartire da zero.

4. Ceste e cestini: non risolvono, spesso complicano

La moda dei cestini tondi in salotto o bagno crea più problemi di quanti ne risolva. Le ceste rotonde non ottimizzano mai lo spazio, perché negli angoli rimane sempre aria inutilizzata. Meglio contenitori rettangolari o trasparenti, per vedere subito cosa c’è dentro. E attenzione: spesso servono solo a nascondere il disordine, non a eliminarlo.


Se riempi ogni armadio di scatole, forse il vero problema è che hai ancora troppa roba. Due contenitori bastano. Meglio etichettare ogni cosa, così eviti di comprare doppioni perché “non trovavi più quello che cercavi”.

5. Il guardaroba duplicato: pigiami, t-shirt e jeans in eccesso

L’armadio piccolo tradisce sempre il suo proprietario: si gonfia di vestiti che non metti da anni, pigiami mai usati, magliette “da casa” che diventano stracci. La regola è semplice: quello che indossi davvero si conta sulle dita di una mano. Il resto va eliminato senza sensi di colpa. Nessuno si accorge se hai tre pigiami in meno, ma tu guadagni spazio vero per i capi che usi ogni settimana.

Più facile scegliere, più ordine quando hai fretta. E se ti serve un numero: l’80% dei vestiti rimane inutilizzato, chiunque abbia mai fatto un cambio stagione lo sa bene.


6. Gli oggetti “per sicurezza”: il peso delle scuse

Ogni casa piccola è piena di “oggetti jolly”: cavi mai usati, elettrodomestici di scorta, vecchi telecomandi, perfino souvenir di viaggi dimenticati. Li teniamo “perché non si sa mai”, ma sono solo un ostacolo in più. L’unica domanda che funziona è questa: lo usi davvero, oppure stai solo rimandando la scelta? Un cassetto vuoto oggi vale più di mille oggetti “nel dubbio”. Liberarsi di queste scorte mentali regala leggerezza immediata, anche alla testa.

7. L’armadio schiacciato: la regola delle due dita

Quando le grucce si incastrano e i cappotti non respirano, il problema non è solo lo spazio, ma la qualità della vita. Lascia almeno “due dita” tra una giacca e l’altra: sembra un dettaglio, ma cambia davvero tutto. I capi si conservano meglio, li trovi al volo, niente più lotta per tirare fuori il soprabito. A volte basta togliere dieci pezzi per sentirsi subito più ordinati. La differenza la vedi la mattina quando hai fretta e non perdi tempo tra strati di vestiti ammassati.

Un ultimo accorgimento: mai riempire subito il vuoto lasciato da ciò che elimini. Meglio abituarsi per qualche settimana a spazi più larghi. Così capisci cosa ti serve davvero e cosa invece era solo un’abitudine.

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immagini credit: Adobe Stock


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