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Non solo il celebre castello: il borgo medievale sospeso nel tempo a pochi chilometri da Reggio Emilia

Tra i colli reggiani della Val dโ€™Enza, il borgo di Canossa unisce storia, paesaggi e sapori: meta ideale per chi vuole scoprire le Terre Matildiche senza fermarsi al celebre castello. Qui la provincia di Reggio Emilia si fonde con quella di Parma, offrendo sentieri, antichi ruderi e borghi rimasti fuori dal tempo.

Castello di Canossa
Non solo il celebre castello: il borgo medievale sospeso nel tempo a pochi chilometri da Reggio Emilia | Foto ยฉ Giuliano Bianchini

Se qualcuno mi chiede che aria si respira a Canossa, penso subito a un dettaglio: la strada in salita che si increspa tra i calanchi, le curve secche e la luce che, dopo una svolta, cambia dโ€™improvviso. Qui il panorama non รจ solo un fondale. Senti la rupe sotto i piedi, la pietra che si sbriciola con facilitร , le viti basse che resistono al vento. La maggior parte arriva per i resti del castello, fotografa il profilo della rupe e si ferma a una manciata di minuti dalla storia. Ma il problema รจ piรน profondo: il visitatore medio non vede il borgo, ci passa attraverso con la testa giร  rivolta al prossimo itinerario.


Eppure, i segnali sono chiari: case in sasso abitate ancora da famiglie locali, silenzio vero la sera, vecchi cartelli scoloriti con la scritta โ€œCiano dโ€™Enzaโ€ che spuntano ancora lungo la provinciale. Nelle frazioni come Votigno o Rossena, ti trovi di fronte a cortili deserti e fontane di ghisa con acqua che scorre. Se ti lasci tentare da una deviazione verso Luceria, lโ€™asfalto scompare, resta solo la traccia di un sentiero che taglia tra i campi e ti porta a scoprire storie diverse da quelle sulle guide. Canossa la incontri per sbaglio, ma se torni una seconda volta รจ per stare. Ecco dove nasce il senso di sospensione: non dal castello, ma dal tempo che non corre piรน.

Cosa vedere a Canossa: castello e oltre

Castello di Canossa รจ il nome che porta tutti qui, lo ammetto, e il profilo inconfondibile sulla rupe lo conoscono anche i bambini delle scuole. Ma quello che resta oggi sono rovine: mura, resti di torri, qualche ambiente ricostruito. Niente manierismi: la pietra mostra i segni di secoli di crolli e scavi. La vista si allarga sulla Val dโ€™Enza, ma la vera attrattiva, per me, sta nel Museo Nazionale Naborre Campanini. Dentro trovi i reperti degli scavi, fotografie che raccontano non solo le battaglie e Matilde di Canossa, ma la fatica di vivere e ricostruire in un territorio fragile.


Mi ha colpito sempre un dettaglio: nel museo, il racconto non รจ mai celebrativo. Nelle teche compaiono strumenti di uso quotidiano, ossa di animali, oggetti da cucina. Poche fortezze italiane danno questa sensazione di realtร  domestica. E fuori, sotto la rupe, restano segni di lavori di consolidamento che ogni tanto obbligano a deviazioni improvvise sul sentiero principale. Non aspettarti la โ€œcartolinaโ€: la storia qui si sbriciola davvero sotto le dita.

Se hai fiato e curiositร , da qui puoi raggiungere anche il Castello di Rossena. Diverso, piรน intatto, restaurato ma non snaturato: oggi ospita anche un ostello e qualche evento. I passaggi segreti, dicono, non sono mai stati esplorati fino in fondo. Da fuori, Rossena sembra quasi sorvegliare la rupe di Canossa: qui la pietra prende un colore rosso acceso, dettaglio che piace ai fotografi, meno ai camminatori dopo un temporale. Di notte, la luce delle finestre sembra un faro spento: suggestione o paura? Personalmente preferisco visitarlo nelle ore meno affollate, quando il vento si infila tra le feritoie.

Nel borgo antico di Votigno non ci arriva quasi nessuno, eppure qui trovi una piazzetta con un pozzo, case ristrutturate in modo discreto e, dettaglio insolito, il borgo ospita la โ€œCasa del Tibetโ€, piccolo museo e centro culturale. Da queste parti la vera ricchezza รจ il silenzio: ci si ferma a parlare con chi abita davvero queste pietre, e i consigli su dove mangiare sono quasi sempre fuori mappa.


Votigno, Canossa
Votigno | Foto ยฉ Francesco Valenti

Sentieri e natura tra le Terre Matildiche

Non รจ solo una questione di storia. Lโ€™area di Canossa sorprende chi si spinge oltre il castello: la Riserva Naturale Rupe di Campotrera รจ una palestra a cielo aperto per chi ama arrampicarsi o camminare, ma attira anche chi vuole semplicemente un punto panoramico sulla valle. Lโ€™accesso non รจ complicato, serve solo attenzione in caso di terreno bagnato.

I percorsi del Sentiero Matilde sono segnati con precisione: camminare qui significa seguire le orme della contessa, ma anche attraversare vigne, boschi e zone di calanchi dove la terra cambia colore in pochi metri. Consiglio di percorrere almeno il tratto tra Ciano dโ€™Enza e Rossena; in primavera, con le finestre aperte e lโ€™odore della terra umida, il paesaggio sembra tornare a un Medioevo senza folla.

Chi cerca una camminata piรน impegnativa puรฒ spingersi fino a Carpineti e al Passo delle Radici, attraversando borghi dove ancora si trovano vecchi forni, botteghe chiuse da anni e, sorpresa autentica, tracce della cultura ligure e romana emerse dagli scavi a Luceria. Non aspettarti tappe โ€œinstagrammabiliโ€ a ogni curva: qui la bellezza sta nei dettagli dimenticati, nellโ€™assenza di rumore, nel tempo che si dilata.


Cucina e dettagli pratici: perchรฉ vale la sosta

La zona di Canossa non delude chi cerca cucina reggiana vera. Osti, piccoli ristoranti con menu dettati dalla stagione e poco spazio per compromessi. Cappelletti in brodo, gnocco fritto e Parmigiano Reggiano non sono concessioni al turista: qui li fanno come sempre, spesso in porzioni abbondanti e senza troppa scenografia. Il vino? Lambrusco della zona, qualche volta un bianco locale che sorprende, servito senza enfasi.

Un dettaglio che chi viaggia in bassa stagione deve sapere: molti locali chiudono presto, soprattutto fuori dal periodo estivo. Meglio prenotare, soprattutto se vuoi evitare il rischio di rimanere a bocca asciutta dopo una lunga camminata.

Da non sottovalutare la rete di B&B e agriturismi nelle frazioni: soluzioni semplici, spesso gestite da famiglie che conoscono storie e leggende locali meglio di qualunque guida. Non aspettarti spa o comfort da rivista, qui il lusso รจ la vista sulla valle e la tranquillitร  della sera.

Un dettaglio che resta

Quando lasci Canossa, spesso hai la sensazione di aver dimenticato qualcosa. Non รจ il castello, nรฉ una fotografia perfetta. Di solito sono piccoli particolari: una chiave arrugginita trovata in un muro, il profumo della pietra umida o il silenzio improvviso che non pensavi di trovare a pochi chilometri dalla cittร . Forse la vera ricchezza di questo borgo sta qui: nelle cose che non metterai mai in valigia, ma ti porti dietro senza accorgertene.


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Photo Credits: ยฉ Adobe Stock

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