Odore di uovo marcio dalla lavatrice, anche dopo aver pulito filtro e cestello? Il problema spesso nasce dal tubo di scarico, in un punto ignorato che accumula biofilm e batteri. Qui scopri come eliminarlo in 5 minuti senza chiamare l’idraulico.

Hai provato con tutti i rimedi classici: filtro smontato, cestello igienizzato, aceto e bicarbonato nel cassetto del detersivo. Niente da fare, ogni volta che apri l’oblò della lavatrice l’odore di zolfo è ancora lì.
Spesso il responsabile non è dove lo cerchi. Il punto critico si trova nella curva di scarico a muro, dove il tubo flessibile della lavatrice si collega all’impianto. Qui, una piccola “camera cieca” raccoglie i residui organici che sfuggono ai cicli di lavaggio e fermentano sotto il naso, producendo gas come l’idrogeno solforato. È il tipico odore di fogna, inconfondibile.
Pochi minuti e zero spese: con un cacciavite e uno scovolino puoi risolvere il problema per mesi, senza smontare mezza casa. Lo faccio regolarmente dopo aver perso giorni a combattere con candeggina e prodotti costosi. Scommetto che dopo la prima volta, ogni sei mesi ci pensi da solo.
Il sifone a muro e il tubo di scarico: dove nasce la puzza di zolfo
Se il cestello è pulito e il filtro non trattiene più nulla, la sorgente dell’odore viene da dietro. Il sifone a muro smette di funzionare quando residui di detersivo, capelli e lanugine formano una barriera appiccicosa. In assenza d’acqua, la chiusura idraulica svanisce. Quello che succede: i gas di scarico risalgono direttamente dal tubo di scarico fino all’elettrodomestico. Il tubo corrugato, spesso piegato o posizionato male, trattiene piccole pozze d’acqua dove i batteri anaerobici prosperano.
L’odore non è solo fastidioso. Si attacca ai panni, si sente anche dopo il lavaggio, e spesso peggiora dopo periodi di inutilizzo o durante le giornate più umide. Un piccolo consiglio personale: se senti puzza aprendo l’oblò, annusa anche vicino alla presa d’acqua e allo scarico. Di solito lì si capisce subito se il problema è “a monte”.
Come intervenire sul retro: la pulizia della camera di scarico e della guarnizione a “U”
Per rimuovere il biofilm, basta una manovra da pochi minuti. Sposta la lavatrice (occhio al pavimento, meglio usare un cartone). Stacca il tubo di scarico dalla presa a muro, aiutandoti con una pinza se serve. All’interno troverai spesso un deposito grigio o nerastro, a volte con piccoli filamenti. Un vecchio scovolino per bottiglie è perfetto: ruotalo più volte, poi versa acqua bollente e, se il materiale regge, aggiungi qualche cucchiaio di soda Solvay. Attenzione, mai mischiare aceto e soda: la reazione è inutile qui.
Se la curva di scarico presenta una valvola di non ritorno, controlla che non sia bloccata. Se la senti rigida o non chiude bene, è lì che passano i cattivi odori dalla fogna verso il cestello. Nelle case vecchie, spesso manca proprio questo componente, rendendo più probabili i ritorni di gas. Meglio spendere dieci euro per una valvola nuova che convivere con l’odore.
Un dettaglio fastidioso: se sbagli a reinserire il tubo, rischi piccole perdite d’acqua dietro la lavatrice che poi non noti subito. Meglio tenere un panno sotto nei primi lavaggi dopo l’operazione.
Prevenzione definitiva: come evitare che il biofilm fermenti nuovamente
Il vero nemico è la melma che si forma usando detersivo liquido a basse temperature. A me è capitato più volte di trovare tubi praticamente occlusi da una pellicola viscida, che nessun lavaggio a vuoto riusciva a togliere del tutto.
Per evitare che il problema si ripresenti, limita i cicli brevi e a bassa temperatura. Ogni mese, programma un lavaggio tecnico a 90 gradi con un prodotto ossidante: candeggina o ossigeno attivo. Il calore non serve solo a pulire il cestello, ma elimina i batteri anche nei tubi e nel sifone. Un piccolo trucco: sciogli la polvere in mezzo litro d’acqua calda e versala direttamente nel tubo di scarico prima di avviare il ciclo.
La sensazione di pulito non è un miraggio. Se senti ancora odore dopo questi passaggi, dai un’occhiata sotto la lavatrice: a volte il vero problema è una piccola perdita che ristagna mesi prima di farsi notare. Meglio controllare subito e non rimandare.
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