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L’angolo delle piante in bagno: le specie che prosperano con l’umidità della doccia

Un bagno piccolo e umido può diventare un laboratorio naturale per chi vuole sperimentare un angolo di verde resistente e pratico. Le specie tropicali sono le uniche che non temono l’umidità della doccia: trasformano la stanza più problematica della casa in uno spazio sorprendente.

Piante verdi sul davanzale e mensole di un bagno luminoso con finestra.
L’angolo delle piante in bagno: le specie che prosperano con l’umidità della doccia | Foto © Katecat

Pochi ci pensano, ma scegliere le piante giuste per il bagno risolve più di un fastidio quotidiano. Felci, Calathee e Sansevieria non sono solo elementi d’arredo: combattono muffa, cattivi odori e aria viziata, abbassando l’umidità e regalando un colpo d’occhio da spa. Chi ha provato a sistemare una Monstera dietro la tenda della doccia lo sa: alcune piante, qui, diventano persino più belle che in soggiorno.


Un dettaglio pratico: le foglie restano lucide più a lungo, la polvere si deposita meno rapidamente rispetto a qualsiasi altra stanza. L’umidità costante limita anche l’attacco degli acari. Certo, il rischio di marciume delle radici aumenta, ma con qualche accortezza si aggira il problema e il risultato è decisamente più appagante di un deodorante da scaffale.

Le specie “amanti del vapore”: Felci e Calathee per un bagno tropicale

Chi punta su Felce di Boston e Calathea difficilmente sbaglia. Nel sottobosco delle foreste umide non vedono quasi mai il sole diretto, ma sopravvivono grazie a un’umidità costante che in altre stanze sarebbe fatale. In bagno, soprattutto sopra il vano doccia o sulle mensole alte, trovano un equilibrio naturale.

Un consiglio da vivaista: meglio sbagliare con l’acqua che con la luce. Felci e Calathee possono tollerare un eccesso di vapore, ma se l’ambiente è troppo buio rischiano di perdere il colore e di rallentare la crescita. Ho visto più spesso foglie gialle per troppa ombra che per troppa acqua.


Un’altra cosa che nessuno dice: queste piante fanno meno polline e sono ideali per chi soffre di allergie. Sistemate sopra la doccia si irrigano praticamente da sole.

Sfruttare la luce artificiale: piante da bagno per ambienti poco luminosi

I bagni ciechi sembrano una sfida persa in partenza, invece basta scegliere le piante giuste. Sansevieria e Zamioculcas sono campionesse di resistenza, crescono con il solo apporto dei LED o di un faretto piazzato vicino. Il trucco sta nei contenitori: vasi chiari o in ceramica riflettono la poca luce e aiutano il verde intenso delle foglie a emergere.

Un dettaglio trascurato: i prodotti per la pulizia rilasciano sostanze volatili nell’aria. Sansevieria e Zamioculcas assorbono formaldeide e benzene, migliorando la qualità dell’aria. In pratica, funzionano come filtri passivi, senza costi aggiuntivi né manutenzione particolare. Li innaffio raramente, anche una volta al mese.


Chi vuole aggiungere colore può puntare su un piccolo Anthurium. Basta non lasciarlo troppo vicino al termosifone o a getti d’aria fredda: sbalzi di temperatura e umidità lo fanno deperire in fretta.

Arredare con “ritmo visivo”: la regola del 3 per l’angolo verde in bagno

Non serve collezionare decine di piante. Tre sono il numero ideale: una alta, una media, una ricadente. Un Ficus Lyrata in versione compatta, uno Spathiphyllum, un Pothos sospeso da una mensola. Gruppo ordinato, il bagno sembra subito più spazioso.

Spazio vuoto: importante quanto le foglie. Ogni cluster di piante deve “respirare”. Soprattutto in bagni piccoli, conviene evitare di stipare ogni angolo. Una pianta mal posizionata si stressa, foglie che toccano muri umidi marciscono facilmente.


Non tutti ci pensano, ma spostare di tanto in tanto le piante aiuta a capire quale zona del bagno offre le condizioni migliori. Dopo un paio di settimane, si vede subito dove il verde prospera di più: basta osservare la vitalità delle nuove foglie.

L’ultimo dettaglio: scegliere piante che dialogano con i materiali del bagno. Una mensola in legno chiaro amplifica l’effetto tropicale. Piastrelle lucide o mosaici fanno risaltare la texture delle foglie. Non è solo questione di estetica; anche la manutenzione quotidiana risulta più semplice, perché ogni elemento trova il suo posto.

Il vero trucco? Osservare la natura delle proprie abitudini. Alcuni bagni restano umidi tutto il giorno, altri solo dopo la doccia. Meglio una pianta adattabile che un esemplare delicato. Una volta trovato il giusto equilibrio, la stanza acquista un carattere che nessun oggetto d’arredo può imitare.

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Photo Credits: © Adobe Stock


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