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Foglie nere sulla Sansevieria? Il segnale d’allarme che indica che la tua casa è troppo fredda (e come rimediare)

Macchie nere sulla Sansevieria? La pianta più resistente soffre il freddo più di quanto immagini. Se le foglie diventano scure alla base, non è solo acqua o poca luce: la tua casa potrebbe essere troppo fredda. Un errore comune che si può correggere in tempo, salvando radici e fogliame.

Foglie nere sulla Sansevieria
Foglie nere sulla Sansevieria? Il segnale d’allarme che indica che la tua casa è troppo fredda (e come rimediare) | Foto © Ivan Muñoz Colorado

Succede sempre così: la Sansevieria viene scelta perché “non muore mai”. Si piazza dove nessun’altra sopravviverebbe, in quell’angolo accanto alla finestra o su un davanzale che di giorno sembra perfetto. Poi, senza preavviso, ecco la sorpresa: una chiazza nera che si espande alla base della foglia. Al tatto sembra quasi oleosa, non ha l’aspetto della solita secchezza, né quello dei ristagni d’acqua a cui si pensa d’istinto. Eppure la pianta sembra stare peggio di prima. Il fogliame inizia a cedere, i bordi si accartocciano. Da fuori, tutto fa pensare a un marciume. In realtà il problema spesso nasce quando la temperatura scende di notte, proprio dove la pianta “dorme”.


Molti danno la colpa alla poca luce o all’irrigazione sbagliata. Ma basta spostare il vaso pochi centimetri, oppure isolarlo dal freddo del pavimento, per vedere le macchie interrompersi e la pianta tornare a crescere senza cicatrici visibili. I segnali si manifestano prima sulle foglie esterne, più vecchie, spesso quelle che sfiorano il vetro o la tenda nelle notti di febbraio. La causa, il più delle volte, non è una stanza gelida, ma il microclima impietoso di alcuni angoli della casa.

Perché il nero non è il marrone (Impara a distinguere)

La differenza tra il marciume da troppa acqua e il danno da freddo della Sansevieria si nota subito se sai dove guardare. Il marciume classico, quello che deriva da irrigazioni eccessive, si presenta con foglie marroni e molli, a volte maleodoranti. Le chiazze scure da freddo invece sono nere, spesso traslucide, e tendono a colpire la base o i bordi più esposti alle correnti. Il punto chiave è la temperatura: sotto i 10-12°C, le cellule vegetali della Sansevieria iniziano a “scoppiare”. È una rottura silenziosa, ma definitiva. Il problema non riguarda tutta la stanza, di solito, ma proprio quell’angolo dove la pianta sfiora il vetro o la tenda. Lì si creano microclimi con sbalzi termici pericolosi che, nelle ore notturne, non perdonano.


Chi ha un termometro vicino al davanzale lo sa: basta una notte fredda e il giorno dopo la Sansevieria mostra il suo SOS. Molto più raramente si tratta di mancanza di luce o di acqua: la Sansevieria tollera l’ombra e l’asciutto meglio di qualsiasi pianta d’appartamento. Se le foglie diventano nere e molli solo in basso, il freddo è il principale indiziato.

L’errore del davanzale: la trappola mortale di febbraio

Il classico errore è lasciare la Sansevieria sul davanzale pensando che la luce sia più importante della temperatura. Ma tra vetro e tenda, soprattutto di notte, si crea il cosiddetto ponte termico: la temperatura scende molto più che nel resto della stanza. Quel che conta non sono i gradi registrati dal termostato, ma quelli “vicino al vetro”. Basta toccare il vaso la mattina per sentirlo gelido. Una soluzione? Allontanare la pianta anche solo di 50 cm dal vetro durante la notte. Può sembrare un dettaglio inutile, ma chi lo ha provato non torna indietro: le foglie smettono di annerire quasi subito.

Il freddo del pavimento non aiuta: le superfici come marmo o piastrelle mantengono il gelo per ore. Molte Sansevieria “saltano” l’inverno proprio perché i vasi sono a contatto diretto con superfici troppo fredde. Personalmente, evito sempre di lasciarle a terra senza un minimo di isolamento.


Correnti d’aria: il “killer invisibile”

Non è solo la temperatura in sé a danneggiare la pianta. Il problema vero sono gli sbalzi: aprire le finestre anche solo per pochi minuti in pieno inverno può bastare. La Sansevieria odia i colpi d’aria fredda, soprattutto se arriva da sotto o di lato. Una folata può provocare il collasso delle cellule più esposte: prima le foglie si macchiano, poi diventano traslucide e molli. Se proprio serve arieggiare la stanza, meglio spostare il vaso prima di aprire le finestre, anche solo per quei cinque minuti di “cambio d’aria”.

Il rimedio d’emergenza in 3 step (Cosa fare ora)

Primo: taglia subito le parti nere con forbici sterilizzate. Più veloce sei, meno rischi che si diffonda una infezione fungina sulle ferite. Non serve esagerare: basta eliminare la zona visibilmente danneggiata. Dopo ogni taglio, disinfetta la lama per evitare di portare il problema su altre foglie.

Secondo: sospendi completamente le innaffiature. In inverno la Sansevieria entra in una sorta di letargo. L’acqua in eccesso, quando la pianta è già debole e fredda, favorisce solo muffe e marciumi. Meglio dimenticarsi dell’irrigazione almeno finché la temperatura non si stabilizza sopra i 15°C.


Terzo: isola il vaso dal pavimento se la casa ha superfici fredde. Un pezzo di sughero o anche solo una lastra di polistirolo sotto il sottovaso riduce il rischio di congelamento delle radici. Non è una fissazione: nei condomini con pavimenti di marmo è spesso l’unica soluzione che funziona davvero.

Come prevenire il “congelamento” senza alzare il riscaldamento

Alzare il termostato per una pianta non è una soluzione sostenibile. Meglio puntare su piccole strategie pratiche. Una delle più efficaci è raggruppare le piante: più sono vicine, più si crea un microclima umido e caldo che protegge tutte dalle escursioni termiche. Se arriva una notte di gelo, coprire la Sansevieria con un po’ di tessuto non tessuto (TNT) è il modo più semplice per schermare la chioma dai colpi d’aria fredda. Il TNT non impedisce il passaggio dell’aria ma protegge dai bruschi abbassamenti di temperatura. Se la casa è davvero fredda, meglio rinunciare al davanzale: la Sansevieria se la cava bene anche in mezzo alla stanza, almeno finché le minime non tornano sopra la soglia di sicurezza.

Un dettaglio che molti ignorano: quando la temperatura torna mite, non c’è bisogno di tagliare tutto quello che sembra danneggiato. Spesso basta rimuovere solo le parti nere e la pianta riparte. L’importante è agire subito, senza rimandare: quando il freddo colpisce, la Sansevieria non dà seconde possibilità.

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Photo Credits: © Adobe Stock


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