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Cestino dell’umido che puzza con il caldo? Il punto da lavare prima del deodorante

Quando il sacchetto è nuovo ma l’odore torna dopo poche ore, il problema non è sempre dentro il cestino. Con il caldo, spesso resta nascosto nel coperchio.

Cestino dell’umido sotto il lavello pulito con un panno per eliminare gli odori estivi

Il cestino dell’umido è uno di quegli oggetti che si nota solo quando dà fastidio. Lo svuoti, cambi il sacchetto, magari passi anche uno spray profumato. Poi chiudi l’anta sotto il lavello e, dopo mezz’ora, torna quel sentore acido che sembra incollato alla cucina.


In estate succede più spesso perché gli scarti fermentano in fretta. Bucce, fondi di caffè, pezzetti di frutta, fazzoletti umidi: basta poco. Però c’è un punto che viene saltato quasi sempre, ed è proprio quello che trattiene l’odore: il bordo interno del coperchio, insieme alla scanalatura dove appoggia il sacchetto.

Perché il sacchetto pulito non basta

Il sacchetto nuovo dà l’impressione di aver risolto tutto, ma l’umidità resta sul bordo. Quando chiudi il coperchio, quella zona lavora come una piccola camera calda. Non serve immaginare chissà quale sporco: a volte è solo una pellicola sottile, quasi invisibile, fatta di acqua, residui organici e detersivo vecchio.


Io eviterei di partire dai deodoranti adesivi. Profumano per un po’, sì, ma se sotto resta lo sporco l’effetto diventa peggiore. Profumo sopra odore. In cucina si sente subito.

Meglio togliere il sacchetto, svuotare eventuali briciole secche e guardare bene la parte alta del contenitore. Se il cestino ha un coperchio separabile, staccalo. Se ha una guarnizione o una piega di plastica, lì vale la pena insistere.

Coperchio del cestino dell’umido lavato nel lavello con una piccola spazzola

Il lavaggio leggero che funziona meglio

Per una pulizia ordinaria bastano acqua tiepida, pochissimo detersivo per piatti e una spazzolina morbida. Il punto è lavorare nelle fessure, non riempire tutto di schiuma. Troppo sapone, se non viene risciacquato bene, lascia una patina che attira di nuovo odori.


Passa prima il coperchio, poi il bordo del cestino, poi la zona dove il sacchetto viene ripiegato. Se il fondo è pulito ma l’odore resta, non perdere tempo a strofinare solo lì: il cattivo odore spesso sale dalla parte alta, quella che si scalda ogni volta che apri e chiudi.

Per i cestini piccoli sotto lavello, una cosa pratica è usare un vecchio spazzolino riservato alle pulizie. Entra meglio nelle pieghe e non graffia. Dopo il lavaggio, risciacqua con cura e passa un panno pulito. Qui arriva il dettaglio antipatico: deve asciugare davvero. Rimettere subito il sacchetto nel contenitore ancora umido è il modo più veloce per far tornare l’odore.

Come evitare che succeda ogni due giorni

Una volta pulito, il cestino dell’umido non va trattato come un bidone da esterno. In casa lavora in uno spazio chiuso, spesso sotto il lavello, accanto a tubi e spugne. Conviene quindi tenerlo più asciutto possibile.


Un piccolo strato di carta assorbente sul fondo del sacchetto aiuta quando butti scarti molto bagnati. Non serve esagerare: basta evitare il ristagno. Anche chiudere bene il sacchetto prima di estrarlo fa differenza, perché il liquido non finisce sulla scanalatura superiore.

Se cucini molta frutta matura o verdura cotta, meglio svuotarlo più spesso nelle giornate calde. Non è elegante da dire, ma il melone dimenticato nell’umido sotto il lavello vince contro qualsiasi profumatore.

Cestino dell’umido lasciato asciugare in ombra prima di rimettere il sacchetto

Il controllo da fare è semplice: se aprendo il coperchio l’odore sembra arrivare dall’alto, lava bordo e guarnizione prima di comprare un deodorante. È il gesto meno appariscente, però spesso è quello che cambia davvero l’aria della cucina.

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Photo Credit: volutta.it


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