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Cappa della cucina appiccicosa? Il metodo della “vaporizzazione” che scioglie il grasso vecchio di mesi

Pulire la cappa della cucina senza sforzi e con risultati visibili: il metodo della vaporizzazione è la scorciatoia che molti ignorano, ma risolve davvero il problema del grasso incrostato.

Cappa della cucina appiccicosa
Cappa della cucina appiccicosa: Il metodo della “vaporizzazione” | Foto © Ruslan

Non serve un intero pomeriggio di fatica, né la chimica aggressiva dei prodotti industriali. Se la cappa è unta, appiccicosa e ingiallita dal tempo, la soluzione spesso è già in casa: serve solo un po’ di calore e qualche accorgimento. Si parla molto di sgrassatori miracolosi, ma la verità è che, sulla cappa, spesso lasciano aloni o residui.


La vaporizzazione cambia prospettiva: sfrutta la forza del vapore per sciogliere il grasso vecchio, anche quello che si è infilato nelle fessure. Non si tratta solo di pulire la superficie, ma di staccare lo sporco a livello molecolare. In pratica, lavori meno e ottieni di più, anche sulle griglie e nelle zone difficili.

Pulizia cappa cucina: il vapore scioglie il grasso senza danneggiare

Il punto centrale è la temperatura. Il grasso vecchio, quello che ha formato una patina densa e sembra non voler andare via, si arrende solo con il calore costante. Qui il vapore diventa un alleato insostituibile: uno sbuffo di vapore diretto sulle parti unte smuove lo sporco in pochi minuti. Non uso mai spugne abrasive sulle cappe in acciaio, troppi graffi inutili. Il panno in microfibra fa il resto: passa subito dopo la vaporizzazione, raccogli lo sporco già ammorbidito e vedi subito la differenza. Una piccola attenzione: nei punti in cui il grasso si è stratificato da mesi, il passaggio va ripetuto. Non serve sfregare. Insisto solo dove vedo ancora la patina lucida, magari lasciando il panno in posa per qualche secondo.


Se hai la cappa con filtri in metallo, puoi smontarli e trattarli direttamente col vapore, anche in lavastoviglie se serve. L’importante è non avere fretta: il grasso vecchio non si stacca mai in un solo colpo. Dopo il vapore, una passata con un detergente neutro (va bene anche una miscela di acqua calda e poco sapone per piatti) rimuove gli ultimi residui.

Metodo pratico: come vaporizzare senza dispositivi speciali

Non serve per forza un pulitore a vapore professionale. Un pentolino d’acqua messo a bollire sulla piastra, sotto la cappa accesa, sprigiona abbastanza vapore per staccare lo sporco. Chiudo le finestre, lascio agire il vapore almeno dieci minuti. A volte, per cappe molto sporche, ripeto l’operazione spostando il pentolino e orientando la cappa su velocità minima, così il calore sale senza disperdersi subito. Il vapore raggiunge le griglie e scioglie anche il grasso più vecchio.

Un dettaglio che di solito si sottovaluta: appena spento il fornello, apro la cappa e passo il panno mentre il metallo è ancora tiepido, si nota subito la differenza. Lascio asciugare all’aria, senza toccare con carta o tessuti ruvidi.


Attenzione alle superfici e ai falsi miti della pulizia

Il rischio più comune è usare troppi prodotti aggressivi: non solo opacizzano l’acciaio, ma lasciano una sensazione untuosa e attirano di nuovo lo sporco. Ho provato anche le ricette “della nonna” a base di bicarbonato e aceto: funzionano, ma solo se la cappa non è troppo sporca. Sul grasso vecchio servono calore e costanza.

Una piccola furbizia: se la cappa è molto grande o incassata, uso uno spruzzino riempito di acqua bollente. Nebulizzo direttamente sulle zone più critiche, raccolgo il grasso che si scioglie e ripasso solo le parti rimaste lucide. Risparmio tempo, non lascio segni.

Non c’è bisogno di prodotti costosi o manovre complicate. Basta conoscere il trucco del vapore, non avere fretta e ricordarsi di asciugare bene le superfici per non lasciare tracce. L’unico vero segreto: ripetere la vaporizzazione ogni mese, pochi minuti, così il grasso non si stratifica più. Più pratica, meno fatica.


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immagini credit: Adobe Stock

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