Chi ha notato un’impennata della bolletta dopo aver usato l’asciugatrice spesso ignora un dettaglio semplice: la pulizia del filtro. Un filtro ostruito costringe l’apparecchio a lavorare il doppio e può far raddoppiare i consumi, con effetti immediati sui costi.

La scena è questa: bucato appena fatto, carico nell’asciugatrice, pulsante start. Tutto normale, finché non arrivano le prime bollette inspiegabilmente alte. Qualcuno incolpa l’aumento generale dei prezzi dell’energia, altri pensano sia colpa del programma scelto o della durata del ciclo. Manca però un indizio evidente, che quasi nessuno considera.
L’asciugatrice sembra funzionare come sempre. Rumore regolare, luci accese, panni che girano. Nessun segnale di allarme o spia lampeggiante. Eppure, il tempo per asciugare un solo carico si allunga ogni settimana, la biancheria esce a volte ancora umida ai bordi. Sottovalutare questo piccolo dettaglio rischia di pesare molto di più del previsto. Il vero responsabile, spesso, si nasconde dove non si guarda mai: nel filtro intasato.
Perché il filtro sporco dell’asciugatrice fa aumentare la bolletta
Un filtro ostruito riduce il passaggio dell’aria calda e costringe il motore a girare più a lungo per completare l’asciugatura. In termini pratici, il ciclo si prolunga, il consumo energetico cresce e la bolletta lievita. Non serve un tecnico per capire che se la resistenza lavora senza sosta, il contatore corre.
Molti trascurano il fatto che già dopo 3 o 4 cicli, il filtro trattiene fibre, polvere e piccoli residui, anche se la macchina sembra efficiente. I modelli più recenti segnalano quando è ora di pulire, ma negli apparecchi standard nessuna spia si accende. Il rischio è un accumulo invisibile ma costante, che in breve trasforma un elettrodomestico utile in una fonte di spreco.
Da qui la sorpresa quando, dopo un mese, il consumo reale supera quello previsto dal produttore. A volte basta uno strato sottile di pelucchi a bloccare il flusso d’aria, allungando i tempi di asciugatura di oltre il 30%. Le stime ufficiali danno un aumento anche del 60% sui consumi se si trascura la pulizia.
Come pulire correttamente il filtro dell’asciugatrice
Non tutti i filtri sono uguali. Alcuni si estraggono con un gesto, altri richiedono una piccola manovra laterale o la rimozione del cassetto frontale. Prima di tutto, mai forzare: la plastica cede facilmente e un filtro rotto rende inutile ogni sforzo.
Il metodo più efficace? Rimuovere il filtro subito dopo ogni ciclo. Una passata con la mano o con una spazzola morbida elimina la maggior parte dei pelucchi. Se il filtro è ricoperto di polvere fine, si può usare un aspirapolvere, meglio se con beccuccio stretto. Ogni 4-5 utilizzi, conviene lavare il filtro sotto l’acqua corrente, senza detersivi. Mai reinserire il filtro bagnato: umidità e polvere formano una patina che ostacola la ventilazione.
Vale la pena controllare anche la sede del filtro, dove spesso si accumula un residuo sottile e difficile da vedere. In caso di odore sgradevole, meglio un risciacquo in acqua calda e asciugatura completa all’aria.
Segnali che il filtro è intasato (e come evitarli in futuro)
Tempi di asciugatura in aumento, bucato che resta umido, odore strano alla fine del ciclo. Sono questi i primi segnali che il filtro non fa più il suo dovere. Se capita spesso di dover rilanciare il programma, la causa è quasi sempre lì. In alcuni casi, la macchina si blocca e richiede l’intervento dell’assistenza.
Per evitare sprechi e guasti, la pulizia deve diventare automatica come svuotare la lavatrice. Un promemoria pratico: pulire il filtro ogni volta che si toglie il bucato, controllare a fondo una volta a settimana e lavare con acqua al bisogno. Meglio perdere due minuti oggi che pagare bollette doppie domani.
Un trucco in più: se la casa è molto polverosa o ci sono animali, la pulizia va intensificata. I peli sottili sfuggono spesso alla raccolta manuale e si incastrano nel filtro.
A chi usa l’asciugatrice spesso consiglio di tenere una spazzolina a portata di mano, vicino all’elettrodomestico. Un gesto rapido che cambia davvero il consumo mensile. Meglio una noia di due minuti che un aumento silenzioso dei costi energetici.
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