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Basta candeggina sul marmo: l’ingrediente che hai in dispensa per far tornare bianco il terrazzo prima della primavera

Pulire il marmo esterno senza rovinarlo è il vero banco di prova con l’arrivo della primavera. La candeggina promette effetto sbiancante immediato, ma pochi conoscono il danno a lungo termine: il terrazzo diventa nero prima del previsto.

Terrazzo con pavimento in marmo bianco pulito, illuminato dal sole, esempio di superficie trattata senza candeggina con metodi naturali.
Basta candeggina sul marmo: l’ingrediente che hai in dispensa per far tornare bianco il terrazzo prima della primavera

Chi si è ritrovato con il marmo del balcone sempre più grigio, quasi “infangato”, spesso ha già tentato la via più facile. Uno spruzzo di candeggina, una passata rapida. Per qualche giorno sembra funzionare. La superficie risulta “più bianca”, ma solo in apparenza. Dopo il primo acquazzone, il marmo inizia a macchiarsi con aloni scuri che si espandono come una mappa, rendendo il risultato peggiore di prima. Questo effetto è tipico soprattutto sui davanzali o nei punti più esposti. Le fughe restano sempre sporche, nonostante la fatica di strofinare.


La trappola? Il problema non nasce dallo smog o dalla pioggia acida, ma dalla reazione stessa tra la pietra e le sostanze troppo aggressive. Sotto la superficie, il marmo si “apre” creando micro-pori che trattengono sporcizia, smog e umidità. Chi usa spesso la candeggina nota che il terrazzo sembra sporcarsi sempre più in fretta, quasi come se la pietra assorbisse tutto ciò che incontra. Un segnale chiaro: serve un approccio diverso.

La ricetta della Pasta di Marsiglia per il marmo

Sapone di Marsiglia, acqua calda, bicarbonato. Non serve altro per preparare la pasta che salva i terrazzi. Grattugio direttamente un panetto di Sapone di Marsiglia in scaglie sottili. Un cucchiaio colmo, non di più. Aggiungo poca acqua calda: solo il necessario per scioglierlo fino a ottenere una crema densa, quasi come il dentifricio. Un pizzico di bicarbonato di sodio rende la pasta leggermente granulosa.


Uso sempre un contenitore basso, meglio se riciclato, perché la pasta va preparata fresca ogni volta. La quantità giusta? Quella che si spalma su una spugna e copre circa mezzo metro quadro. Se avanza, meglio buttarla: dopo un giorno cambia consistenza e perde efficacia.

Perché questa pasta funziona (e perché è sicura)

Il segreto sta tutto nella chimica. Il Sapone di Marsiglia scioglie lo sporco grasso, quello che si accumula tra pioggia e smog. Il bicarbonato, invece, agisce come uno scrub microscopico: non graffia il marmo, ma rimuove il deposito superficiale con delicatezza. Nessun rischio di corrosione. Il marmo resta “chiuso”, senza quei micro-fori che sono la rovina dei prodotti troppo aggressivi. Non è una magia. È un equilibrio banale, che però la maggior parte delle persone trascura perché attratta dalla rapidità dei prodotti chimici più forti.

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Il trucco della posa: 20 minuti di pazienza

La vera differenza la fa il tempo. Una volta spalmata la pasta su tutta la superficie, non tocco nulla. Non serve strofinare subito, anzi. Prendo un panno in microfibra ben umido, lo adagio sopra il marmo trattato e lascio agire venti minuti. La pasta inizia a “mangiare” lo sporco quasi da sola. Solo dopo, passo il panno con movimenti circolari senza premere troppo. L’acqua calda serve solo per il risciacquo finale. Il risultato: il marmo torna chiaro, ma senza quella patina opaca che resta dopo i detergenti acidi.


Piccolo dettaglio da non sottovalutare: nelle giornate umide, la pasta asciuga più lentamente. Meglio aspettare il sole o comunque lavorare nelle ore più calde, così l’acqua in eccesso evapora rapidamente e non si rischia di creare nuove alonature.

Il limite del rimedio: quando la pasta non basta

Non sempre basta una sola passata. Se le macchie nere sono “incastrate” in profondità, oppure compaiono zone rossastre (segno di ruggine), la pasta di Marsiglia aiuta poco. Lo stesso vale se si nota una patina verde scuro che torna dopo poche settimane: qui il problema è la muffa, spesso radicata tra le microfessure della pietra.

In questi casi, meglio non insistere con la pasta. Esistono prodotti specifici per la rimozione della muffa dal marmo, ma bisogna usarli solo dove necessario e con grande cautela. L’errore più comune resta l’uso di aceto “per lucidare”: niente di più sbagliato, l’aceto scioglie letteralmente il marmo. Un altro mito da sfatare.


Come proteggere il risultato senza cera

Dopo aver pulito, asciugo subito il terrazzo con uno straccio pulito. L’umidità residua, se resta in superficie, può riportare velocemente il nero. Mai lasciare la pietra “bagnata all’aria”. La cera non serve, anzi può trattenere la polvere e peggiorare il risultato. Meglio ripetere una pulizia leggera ogni mese. Il bianco resta vero più a lungo, senza rincorrere l’effetto lucido che dura un giorno solo.

Prova questa pasta su un solo angolo del davanzale. Vedrai lo sporco trasudare dalla pietra, senza aver usato una goccia di chimica aggressiva.

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Photo Credits: © alexandre zveiger – Adobe Stock

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