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Aloni neri sul fondo della pentola d’acciaio? Il trucco della “bollitura inversa” per farle tornare nuove senza graffiarle

Pulizie & Bucato

Pentole d’acciaio con aloni neri: il rimedio che elimina i segni di ossidazione senza graffiare e protegge la superficie per cucinare meglio, subito.

pentole d’acciaio appese, foto di Cagkan - stock.adobe.com
Il trucco della bollitura inversa per pentole d’acciaio | foto © Cagkan

Guardare il fondo delle pentole e vederlo opaco, segnato da aloni neri o bluastri, è il segnale che l’acciaio ha subito un cambiamento, non un semplice sporco. È una questione di reazione termica: ossidazione e depositi minerali che si fissano dopo molte cotture. La tentazione di grattare con la paglietta metallica è forte. Ma è un errore: rigare l’acciaio significa rovinarlo, compromettendo la superficie e favorendo l’attaccarsi del cibo nelle cotture successive. L’ho visto in decine di cucine domestiche: una pentola graffiata non torna più liscia.


C’è un rimedio che sfrutta il calore e la chimica naturale, senza sforzo: la “bollitura inversa”. Il metodo è semplice, quasi banale: lasci che sia il vapore acido a lavorare, invece di sfinirti a strofinare. L’effetto? Il fondo torna liscio, senza aloni né tracce di ruggine.

L’errore della paglietta: perché non dovresti mai grattare il fondo dell’acciaio

Molti credono che una paglietta metallica sia la soluzione rapida per i fondi anneriti. In realtà, ogni graffio è una microtrappola per residui futuri. Sull’acciaio, dopo i primi segni profondi, il cibo si attacca di più, i detergenti penetrano peggio, la lucidità svanisce. Meglio lasciar perdere la forza bruta: la superficie si rovina per sempre, soprattutto sulle pentole di acciaio 18/10, il migliore per la cucina casalinga proprio perché resiste meglio a ossidazione e calore. Chi ha provato a lucidare una pentola graffiata lo sa: non si recupera più. Un fondo intatto distribuisce meglio il calore e facilita le cotture. Vale la pena preservarlo.

Il trucco della “bollitura inversa”: come funziona davvero

Il punto forte della bollitura inversa? Lasciare che sia l’acidità a sciogliere le macchie, senza mai toccare la superficie con spugne abrasive. Versi in pentola acqua, aceto bianco e, volendo, una scorza di limone o un cucchiaio di sale grosso. Si porta a ebollizione. Quando il liquido bolle bene, si spegne il fuoco e si copre con un coperchio. Il vapore resta intrappolato: qui la “magia” inversa. Quindici minuti bastano perché la condensa acida stacchi le incrostazioni termiche e le macchie da ossidazione.


La fase finale è quella che fa la differenza: svuoti la pentola ancora calda, passi subito sotto acqua fredda per uno shock termico che libera i residui più ostinati. A volte basta una passata con la spugna morbida per vedere il fondo tornare a specchio. Sulle macchie più vecchie, si può ripetere il trattamento. Un dettaglio che molti ignorano: il profumo del limone elimina anche eventuali odori di cibo cotto.

Perché la “bollitura inversa” è così efficace

La scienza spiega la differenza: l’acido dell’aceto attacca il calcare e scioglie parte dell’ossidazione, il calore accelera la reazione. In pratica, non si asporta materiale, si scollano solo i residui. Sull’acciaio 18/10, il risultato è netto: il fondo torna lucido, la pentola dura di più.

Le versioni economiche di acciaio reagiscono peggio e si opacizzano più facilmente, ma il metodo resta valido anche per loro, solo serve ripetere il trattamento. La qualità dell’acciaio fa la differenza.


Per chi ha a che fare con aloni color arcobaleno, serve solo aceto caldo. Le macchie di amido (pasta, riso) cedono se si sfrutta l’acqua di cottura calda e una goccia di limone. Se invece il fondo è segnato da bruciature nere, dopo aver bollito aceto e acqua si può spolverare bicarbonato a fuoco spento: si sviluppa una schiuma effervescente che aiuta a staccare i residui più duri (utile anche per i video social, per la reazione spettacolare).

Le pentole sono uno degli investimenti più concreti della cucina. Trattarle bene non è solo estetica: un fondo sano distribuisce il calore in modo più uniforme e difende la bontà delle cotture. Con una pulizia “gentile”, il risultato si vede subito già alla prossima ricetta.

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immagini: Adobe Stock