Menu Chiudi

Aloni circolari sull’acciaio: cosa stai facendo nel verso sbagliato

Molti pensano che la causa principale degli aloni circolari sull’acciaio sia il detergente sbagliato, ma la soluzione è molto più semplice: è questione di direzione. Il modo in cui passi il panno può trasformare la superficie in una vetrina perfetta o in un campo minato di segni opachi.

Lavello moderno e piano cucina in acciaio.
Aloni circolari sull’acciaio: cosa stai facendo nel verso sbagliato | Foto © adpePhoto

Tutti ci siamo passati: hai appena finito di pulire il lavello in acciaio, il piano cottura o la cappa. Da lontano sembra tutto perfetto, poi la luce radente rivela una trama di aloni circolari che spengono la brillantezza. Nessun profumo di pulito riesce a distrarti da quella sensazione di lavoro fatto a metà. Il fastidio aumenta quando, passando la mano, senti la superficie liscia ma il riflesso è sempre “sporcato” da quei cerchi opachi che non vogliono andare via.


C’è chi cambia prodotto ogni settimana. Si provano panni diversi, rimedi della nonna, carta da cucina. Niente: gli aloni restano, o si spostano appena cambi angolazione. Quello che molti ignorano è che l’errore è quasi sempre nel verso dei movimenti. Lo scopri davvero solo dopo mesi, quando noti che l’acciaio nuovo di zecca sembra già vecchio. È qui che si inizia a dubitare di tutto, ma la spiegazione è molto più tecnica di quanto si pensi.

Perché sull’acciaio compaiono aloni circolari

Il fenomeno degli aloni non nasce dal detergente, ma dalla struttura stessa dell’acciaio inox. Basta osservare controluce: ogni superficie presenta una micro-grana, una specie di direzione preferenziale, quasi invisibile se non la cerchi. I movimenti circolari confondono questa trama, creando una dispersione della luce che accentua gli aloni. Più si insiste, più si opacizza la zona, specie se si usa forza o si torna più volte sullo stesso punto.

Pulire non è lucidare. Nel primo caso si tratta di rimuovere grasso e impronte, nel secondo di ridare lucentezza seguendo la struttura superficiale. Chi pulisce in fretta tende a strofinare in modo casuale, convinto che “un po’ di energia” basti a rimuovere qualsiasi alone. È vero il contrario: serve assecondare la materia, non aggredirla.


Il verso giusto per pulire l’acciaio

Trovare la direzione della grana è semplice: basta inclinare la superficie rispetto alla luce e osservare la trama. Una volta individuata, il movimento corretto è sempre lineare e nello stesso verso, dal bordo verso l’interno o viceversa, ma mai a zig zag. Questo dettaglio, banale all’apparenza, evita la formazione degli aloni circolari e previene anche i micro-graffi.

  • Individua la direzione della grana guardando controluce.
  • Usa un panno in microfibra pulito e asciutto.
  • Procedi con movimenti lineari, senza cambiare direzione a metà.
  • Asciuga subito dopo la pulizia per evitare depositi di calcare.

Non serve insistere sugli aloni: spesso peggiori la situazione. Meglio pulire poco ma spesso, usando detergenti neutri o anche solo acqua tiepida. Prodotti troppo aggressivi (sgrassatori, candeggina, alcol in eccesso) rischiano di danneggiare la finitura e accentuare gli aloni invece di eliminarli. Un errore comune è pensare che il problema sia nel prodotto: in realtà è il metodo che fa la differenza.

Le zone più colpite sono quelle più “toccate”: frigorifero, lavello, piano cottura e cappa. Qui il rischio di aloni è massimo perché si tende a intervenire di fretta, magari tra una ricetta e l’altra. Basta cambiare approccio per vedere subito la differenza.


La soddisfazione arriva quando, dopo aver cambiato verso, la cucina riflette la luce senza più quelle ombre fastidiose. La tecnica supera il prodotto: meno quantità, più costanza. Pulire l’acciaio senza aloni è davvero questione di abitudine, non di marca.

Ti potrebbe piacere anche:

Photo Credits: © Adobe Stock

ultimamente su voluttà
Usavo sempre la candeggina sulle fughe nere: poi ho provato questo