La scarpiera componibile IKEA PLATSA con profondità di 42 cm risolve il caos dell’ingresso stretto, offrendo contenimento reale senza invadere il passaggio. Una soluzione da 290 euro che cambia subito la percezione dello spazio.

Chi vive in un appartamento con corridoio stretto lo sa: l’ingresso diventa in pochi giorni un deposito di scarpe, borse e oggetti lasciati al volo. Il problema non è solo estetico. È una questione di centimetri. Quando la profondità supera i 45 o 50 cm, il passaggio si riduce e ci si ritrova a camminare di lato. Con i suoi 42 cm reali, la composizione PLATSA rientra in quella soglia tecnica che permette di contenere senza soffocare.
La configurazione proposta in finitura Fonnes bianco, dimensioni 140×123 cm, lavora su un equilibrio preciso tra volume chiuso e moduli a giorno. A colpo d’occhio sembra quasi integrata alla parete. Questo accade perché il bianco opaco riflette la luce laterale e attenua le ombre profonde tipiche dei corridoi. È un dettaglio che spesso si sottovaluta, ma nei progetti stretti fa la differenza. Un mobile scuro, nello stesso punto, avrebbe un impatto visivo molto più pesante. C’è un altro aspetto pratico che apprezzo: l’altezza di 123 cm. Non arriva al soffitto, quindi non crea effetto armadio. Rimane una superficie d’appoggio comoda per chiavi, casco, posta. In un ingresso reale questa zona diventa subito operativa, non decorativa.
Scarpiera componibile IKEA da 42 cm: perché funziona davvero negli ingressi stretti
La profondità di 42 cm non è casuale. È una misura studiata per rientrare nella larghezza standard di molti corridoi italiani, spesso compresi tra 90 e 110 cm. Installando un modulo di questa misura, resta uno spazio di passaggio sufficiente per due persone che si incrociano. Sembra un dettaglio minimo, ma quando si rientra con le buste della spesa si capisce quanto sia fondamentale.
Il sistema di aggancio a clip della struttura PLATSA permette di unire i moduli senza viti a vista. Questo significa superfici pulite e linee continue. Non è solo una questione estetica. Le teste delle viti esterne, nel tempo, tendono a ingiallire o a segnarsi. Qui il problema non si pone.
I piedini regolabili LÄTTHET compensano pavimenti leggermente irregolari. In molte case costruite prima degli anni Novanta il pavimento non è perfettamente in bolla. Senza regolazione si rischia un mobile che oscilla o ante che non chiudono bene. Bastano pochi millimetri fuori asse per compromettere l’allineamento.
Un dettaglio che raramente viene citato: la profondità ridotta obbliga a una selezione naturale delle scarpe. Gli stivali molto alti richiedono una regolazione dei ripiani. Qui entrano in gioco gli accessori interni.

Vani chiusi, moduli aperti e accessori HJÄLPA: organizzazione su misura
La combinazione tra ante Fonnes e ripiani a giorno crea un ritmo visivo leggero. Le scarpe meno estetiche spariscono dietro le ante. Quelle usate più spesso rimangono a portata di mano nei vani aperti. È una scelta pratica. Aprire ogni volta un’anta per le sneakers quotidiane diventa fastidioso dopo una settimana.
Con gli elementi interni HJÄLPA si può modificare l’altezza dei ripiani in base al tipo di calzatura. Sneakers basse, mocassini, décolleté richiedono spazi differenti rispetto a stivaletti o scarpe con tacco largo. Regolando la distanza tra i ripiani si evita di sprecare volume verticale. In una struttura da 123 cm ogni centimetro conta.
Un suggerimento concreto: dedicare il ripiano inferiore alle scarpe più pesanti. La stabilità complessiva migliora perché il baricentro rimane basso. È una piccola accortezza tecnica che rende il mobile più solido nel tempo.
I moduli a giorno possono ospitare scatole in tessuto, cappelli o una borsa da lavoro. Meglio evitare di riempirli fino al bordo. Lasciare uno spazio libero visivo aiuta a non trasformare l’ingresso in un magazzino. Qui entra in gioco la disciplina personale, non il mobile.
Da semplice scarpiera a elemento d’arredo
Con 123 cm di altezza si ottiene un piano superiore che funziona come consolle. Uno specchio orizzontale appoggiato sopra amplia la percezione dello spazio e riflette la luce proveniente dalle stanze adiacenti. In corridoi senza finestre è quasi obbligatorio.
Una lampada da tavolo con paralume in vetro opalino crea un punto luce morbido. Eviterei modelli troppo alti, rischiano di sbilanciare la composizione. Meglio una base compatta e una forma arrotondata che riprenda le linee dello specchio.
C’è anche un aspetto psicologico. Entrare in casa e trovare le scarpe allineate cambia la sensazione generale di ordine. Non è un discorso teorico. Un ingresso disordinato trasmette caos già nei primi tre secondi. Sistemarlo significa migliorare la percezione dell’intera abitazione.
Il costo di circa 290 euro per una composizione di queste dimensioni è coerente con i materiali utilizzati, pannelli in truciolare rivestiti e ferramenta standard IKEA. Non è un mobile in legno massello. Va detto. Con un montaggio corretto e un fissaggio alla parete regge senza problemi l’uso quotidiano.
Se l’ingresso è particolarmente lungo si può pensare di affiancare un modulo aggiuntivo della stessa serie. La modularità permette di crescere nel tempo senza dover sostituire tutto. Questa è la vera forza del sistema.
Alla fine la differenza la fa l’uso quotidiano. Tenere liberi almeno due ripiani, non riempire ogni spazio disponibile e controllare periodicamente le scarpe inutilizzate evita che anche la migliore scarpiera torni a essere un punto critico. L’ordine non nasce dal mobile, nasce da come lo si usa.
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Photo Credits: © IKEA
