Hai poco spazio, lavori spesso dal divano e vuoi una postazione smart che non costi come una sedia da gaming? Il supporto BJÖRKÅSEN di IKEA è una soluzione concreta, con un prezzo inferiore a una pizza gourmet in centro Milano. E sì, il portatazze serve davvero.

Nella maggior parte dei monolocali la scena è sempre la stessa: cavi che escono da sotto il divano, PC sul bracciolo, schiena curva già a metà mattina. I primi giorni uno si arrangia, poi iniziano le mini-ginnastiche per trovare la posizione meno fastidiosa. Chi studia o lavora da casa lo sa bene: il tavolino basso non basta, il letto è una trappola, il tavolo da cucina sembra sempre occupato da qualcos’altro. Nessuno vuole passare la serata a rincorrere una postura decente, figuriamoci d’estate quando fa caldo e anche solo spostarsi sembra una fatica.
Eppure la causa del disagio raramente sta nel divano o nelle ore passate davanti allo schermo. È proprio la mancanza di una superficie ad altezza regolabile, solida e facilmente spostabile che crea il classico effetto «acrobazie da telelavoro». Qui entra in gioco il supporto BJÖRKÅSEN: sembra minimale, ma dietro c’è una serie di soluzioni pratiche che risolvono piccoli fastidi quotidiani.
Supporto PC portatile IKEA: la flessibilità che mancava
La differenza rispetto a mille tavolini simili si nota subito: BJÖRKÅSEN si regola sia in altezza sia in inclinazione, cosa non così scontata sotto i 30 euro. La struttura in acciaio non traballa, anche quando ci si appoggia con l’avambraccio o si usa un laptop da 15 pollici. La base a “U” scivola sotto il divano senza ostacoli, perfetta anche su tappeti a pelo corto. Non c’è bisogno di svuotare metà stanza: quando serve, la tiri vicino e basta.
Uno dei dettagli meno pubblicizzati (ma più utili) è il portatazze integrato: nessun rischio di rovesciare il caffè sulle tastiere, perché la tazza rimane fuori dal piano di lavoro. E se sei uno di quelli che lavora anche con il tablet o con un libro, l’inclinazione regolabile tiene tutto al suo posto, senza compromessi tra schiena e polsi.
Capita spesso di usarlo anche come piccolo leggio, per spartiti o tablet, mentre il PC rimane chiuso. Il bordo rialzato evita che gli oggetti scivolino quando inclini il piano.
Ti potrebbe piacere anche:

Chi dovrebbe scegliere BJÖRKÅSEN (e chi no)
Non è il tavolino per tutti. Se hai spazio e una vera scrivania, probabilmente dopo una settimana non lo usi più. Ma in un monolocale, o se cambi spesso stanza per lavorare o studiare, diventa quasi un’estensione del divano. Si richiude in due secondi: basta abbassare il piano e lo metti tra armadio e parete, senza svitare nulla. Pesa poco, ma la struttura rimane rigida anche dopo mesi. Piccolo dettaglio per chi vive in compagnia: il supporto regge bene le vibrazioni di chi passa accanto o si siede di colpo sul divano, senza far ballare il computer.
In compenso, per chi lavora con mouse e fogli sparsi, la superficie è appena sufficiente. Non è fatto per stendere disegni o appunti, piuttosto per concentrarsi su una cosa per volta. L’ho usato anche per leggere spartiti con il tablet: qui vince sulla maggior parte dei leggii, per stabilità e praticità.
Una nota a parte: il portatazze è pensato per tazze di dimensioni standard, quelle americane troppo larghe non ci stanno. In compenso, tiene bene anche una bottiglietta d’acqua. Piccolezze che però, nella vita reale, contano più di quanto si pensi.
Ti potrebbe interessare anche:

Montaggio, materiali e durata: cosa aspettarsi davvero
Il montaggio non presenta sorprese: in meno di dieci minuti il supporto è pronto, con viti che non cedono e istruzioni illustrate. Il rivestimento in polvere resiste bene agli urti quotidiani, meglio di certi tavolini “effetto legno” che si segnano solo a guardarli. Anche dopo settimane di uso intenso, il meccanismo di regolazione resta fluido, senza giochi o cedimenti. Unico accorgimento: ogni tanto controlla che le viti restino serrate, specialmente se lo sposti spesso.
Piace anche l’estetica: il beige neutro si abbina sia ai divani grigi sia ai colori più accesi. E se vuoi farlo sparire, si infila in verticale tra una libreria e il muro senza farsi notare.
Ultimo dettaglio non ovvio: nessun bisogno di strumenti aggiuntivi per il montaggio. Chiunque abbia montato almeno una sedia IKEA trova tutto nella confezione, compreso il portatazze.
Se vuoi evitare mal di schiena, cavi attorcigliati e postazioni di fortuna, questa soluzione fa la differenza subito. Poi magari dopo qualche mese torni alla scrivania vera. Ma nel frattempo, il comfort quotidiano è un’altra cosa.
Ti potrebbe interessare anche:
