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Come rendere perfettamente ordinato l’armadio dei tuoi figli in 7 mosse

Un armadio disordinato rallenta la routine e crea tensioni inutili: ordinare lo spazio dei bambini con soluzioni mirate migliora davvero la giornata, anche la tua. Bastano sette accorgimenti, niente sistemi complicati.

Cassetto di armadio bianco aperto con vestiti colorati e una scarpa rossa che pende fuori, segno di disordine nell’armadio dei bambini.
Come rendere perfettamente ordinato l’armadio dei tuoi figli in 7 mosse

Mamme e papà lo notano subito: le magliette che si mischiano ai calzini, i pantaloni sparsi e i giochi dimenticati fra i pile. L’armadio dei bambini, se lasciato a sé, sembra vivere di vita propria. Apri l’anta e spesso ti accoglie un piccolo disastro: abiti sgualciti, cassetti semi-vuoti, scatole fuori posto. C’è chi rinuncia e richiude tutto in fretta. C’è chi prova a risistemare ogni settimana, ma il disordine torna puntuale come la sveglia del lunedì.


Poi c’è quell’impressione sgradevole: sembra tutto troppo pieno, ma i vestiti “giusti” non si trovano mai. Eppure, non è solo colpa dei bambini o della fretta mattutina. Il vero problema nasce da un’organizzazione sbagliata, dove lo spazio non viene sfruttato fino in fondo e le abitudini dei piccoli non sono mai considerate davvero. La soluzione non arriva con una sola regola, ma con una serie di aggiustamenti precisi.

Ottimizzare lo spazio dell’armadio dei bambini

L’errore tipico: sottovalutare il volume nascosto. Gli armadi per bambini hanno spesso spazi verticali inutilizzati. Piuttosto che impilare a caso, serve moltiplicare i ripiani. Puoi montare mensole aggiuntive anche provvisorie, vanno bene pure quelle leggere in plastica o i divisori telescopici. Appendini multipli per felpe e pantaloni, scatole strette sopra la barra, nulla va lasciato a metà. Ogni centimetro va usato. Se proprio vuoi strafare, gli organizzatori sospesi a tasche sono fenomenali per magliette o accessori minuscoli (calzini sparsi? Questione risolta così).


Quasi nessuno regola i bastoni: spesso sono troppo in alto, e il bambino deve chiedere aiuto o arrampicarsi su una sedia. Se abbassi la barra appendiabiti, metà delle discussioni sparisce. Vale anche per ripiani a cui accedi solo tu: meglio spostarli in alto e mettere a portata di bambino ciò che si usa ogni giorno.

Ordina per colore, categoria e usa contenitori intelligenti

Serve una regola visiva semplice: colori o categorie. Il metodo per colore riduce la confusione nei bimbi piccoli, quello per tipologia invece velocizza le scelte mattutine. Maglie da una parte, pantaloni dall’altra. Se i capi sono pochi, meglio il colore. Se l’armadio è pieno, la categoria salva tempo e pazienza.

I contenitori piccoli (non grandi: qui tanti sbagliano) servono per tutto ciò che si perde nel mucchio. Calzini, biancheria, accessori per capelli: una scatola ciascuno. I cosiddetti cubbies o i cestini bassi entrano anche nei vani più strani e si spostano in un attimo. Niente scuse. E non serve etichettare tutto all’americana, basta una scritta a penna o un adesivo colorato: la differenza la fa la costanza, non l’estetica. Occhio solo a non sovraccaricare l’armadio di scatole senza senso: se serve una scala per prendere i calzini, qualcosa è andato storto.


Rendi tutto accessibile e coinvolgi i bambini

Una regola pratica: quello che serve ogni giorno dev’essere raggiungibile senza fatica da chi lo usa davvero. Spesso le felpe preferite finiscono in alto, le magliette pesanti restano davanti anche d’estate. Allora capita che si riapra tutto solo per trovare una t-shirt. Non sottovalutare questo dettaglio: allinea i capi più usati a metà altezza, quelli stagionali in alto o in basso. Non si parla solo di comodità, qui: il bambino impara autonomia.

Etichette semplici (o colori diversi per ogni cassetto) diventano un gioco. A me è capitato di usare animali diversi stampati sugli adesivi: un leone per i pantaloni, un orsetto per le maglie. Funziona, specie sotto i sette anni. Far scegliere ai bambini dove mettere cosa li rende partecipi, la regola diventa loro. A volte lasciano la maglia fuori lo stesso, ma almeno sai che non è colpa dell’armadio.

Un consiglio pratico: ganci adesivi dietro la porta o organizer sospesi liberano spazio per borse, cappelli, perfino scarpe. Non servono grandi lavori, solo un po’ di ingegno. Bastone basso? Soluzione sottovalutata, permette di tenere tutto a vista e riduce i vestiti buttati per terra dopo i tentativi di raggiungere quello più in alto.


Decluttering e manutenzione: l’errore da non fare

Se ti fermi al primo ordine, l’armadio torna caotico in un mese. Il vero segreto sta nel fare un check rapido ogni stagione: tutto ciò che è piccolo, rovinato, inutilizzato va tolto subito. Meglio una scatola in corridoio per raccogliere gli scarti, da svuotare ogni tre mesi. Niente processioni domenicali: pochi minuti, spesso. Chi rimanda si trova con l’armadio che esplode. E, dettaglio pratico, non regalare i vestiti subito: se manca una maglia in settimana, meglio avere una piccola scorta di emergenza prima di passare tutto a cugini e amici.

Non esiste una formula unica. Certe soluzioni vanno aggiustate: a volte basta spostare una scatola, altre serve ridurre la quantità di indumenti disponibili. Nessun bambino si cambia sei volte al giorno, il resto è contorno. L’importante è evitare accumuli inutili e trovare un ritmo di controllo che non stanchi nessuno. Il consiglio che mi ripeto sempre: se un sistema sembra perfetto ma i pigiami continuano a sparire, è il sistema a essere sbagliato, non i bambini.

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Immagini credit: © Leka – Adobe Stock

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