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Aloe Vera colpita dal freddo? Il trucco della ‘cannella’ e perché non devi assolutamente tagliare ora

L’Aloe vera non sopporta le gelate, eppure molti si ritrovano a gennaio con foglie mollicce e colorate in modo strano. Prima di prendere le forbici, c’è un trucco semplice che può salvare la pianta, soprattutto se vuoi evitare il marciume radicale.

Aloe Vera colpita dal freddo
Aloe Vera colpita dal freddo: trucco della ‘cannella’ e perché non devi tagliare ora | Foto © Nikita

Le prime gelate colgono spesso di sorpresa anche chi si sente ormai esperto di piante grasse. Bastano poche ore sotto zero perché le foglie si trasformino in una poltiglia poco rassicurante, tra il marrone traslucido e il violaceo, molle al tatto. L’Aloe vera, in queste condizioni, sembra spacciata. Il rischio più grande? Lasciarsi prendere dalla fretta di tagliare tutto e innaffiare per “rianimare” la pianta, senza sapere che l’istinto d’intervenire subito può peggiorare la situazione.


In questo periodo, la pazienza fa più della mano esperta. Il vero segreto sta nel non toccare nulla e, se serve, usare la cannella come scudo naturale.

Come riconoscere un’Aloe danneggiata dal freddo

Foglie molli e scure non lasciano dubbi: se al tatto sembrano gelatina e il colore vira al marrone traslucido, la causa è il gelo che ha rotto le pareti cellulari. Può capitare anche una sfumatura rossastra o viola, sintomo di uno stress termico. Niente di strano, anzi: è la pianta che prova a difendersi dal freddo con un cambiamento di pigmentazione improvviso.


Spesso le punte marce fanno venire voglia di pulire tutto. Sbagliato. Dietro una foglia brutta si nasconde una funzione precisa: la parte morta si comporta da scudo, protegge il cuore della pianta dal prossimo colpo di freddo e dai batteri che cercano una via per entrare nei tessuti vivi.

Perché non devi tagliare nulla, almeno fino a primavera

Anche quando l’Aloe sembra spacciata, tagliare ora è la mossa più rischiosa. Il tessuto ancora vivo resta esposto alle prossime gelate e soprattutto alle infezioni. In pratica si toglie il cappotto protettivo proprio nel momento peggiore. Il colletto, quella zona densa e compatta alla base delle foglie, è l’unica parte che deve sopravvivere: finché il freddo non passa, ogni intervento estetico mette a rischio l’intera pianta.

E qui entra in gioco il dettaglio che spesso si sottovaluta: a gennaio, tagliare una foglia marcia significa quasi sempre condannare l’Aloe. Meglio sopportare l’aspetto sciupato. Alla ripresa vegetativa si potrà eliminare tutto senza danni, quando il clima è tornato stabile sopra i 10-12°C.


Il trucco della cannella: difesa rapida contro marciume e funghi

Quando le foglie colpite dal gelo iniziano a marcire, l’istinto è buttare via tutto. Invece basta un gesto: una spolverata di cannella in polvere sulle zone umide agisce come disinfettante naturale. Non serve nulla di esotico, quella da cucina va bene. La cannella asciuga la parte lesa, blocca i funghi e rallenta i batteri, evitando che il marciume scenda fino alle radici.

Non aspettarti miracoli visivi. Quello che interessa è che la zona resti secca e senza cattivi odori. Un dettaglio: la cannella lascia una traccia bruna che può sembrare sporco, ma indica che sta facendo il suo lavoro. Niente acqua, zero potature. E soprattutto niente sbalzi termici: spostare la pianta vicino a un termosifone la danneggia più del gelo. Meglio una zona luminosa e fresca, tra i 10 e i 15 gradi, senza irrigare per almeno tre settimane. Le radici sono sotto shock e l’acqua sarebbe un invito al marciume radicale.

La ripresa e il taglio: solo a primavera, ecco come capire quando agire

La vera pazienza si misura da marzo in poi. Quando le temperature restano stabilmente sopra i 10°C e la pianta comincia a risvegliarsi, si può intervenire con una pulizia drastica. Le parti secche e morte vengono via facilmente, senza sforzi. È il momento di valutare se la base è rimasta compatta: solo allora, se il colletto è solido, l’Aloe è salva. Tutto quello che è stato lasciato marcire era solo un sacrificio temporaneo.


Meglio accettare una pianta brutta per qualche mese, piuttosto che rischiare di perderla con una potatura fuori stagione. La vera forza dell’Aloe sta nella sua capacità di isolare i danni e aspettare. Un’accortezza semplice, che fa la differenza tra una pianta da buttare e una pronta a ripartire appena arriva il caldo.

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immagini credit: Adobe Stock

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