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Posate macchiate dopo la lavastoviglie? Non è calcare: il motivo per cui il sale sta rovinando l’acciaio

Dopo un ciclo in lavastoviglie, trovare le posate opache o segnate da strani puntini non è solo una questione estetica. La gestione errata del sale, più che il calcare, può distruggere l’acciaio 18/10: ecco come riconoscere il problema e bloccare i danni in tempo.

Dettaglio di posate in acciaio con aloni bianchi e macchie di corrosione causate dal sale della lavastoviglie.
Non è sempre calcare: aloni ostinati sulle posate potrebbero essere il segnale di un errore nell’uso del sale | Foto © Владислав Легір

Pochi lo ammettono, ma vedere le posate segnate dalla lavastoviglie dà fastidio più del previsto. Non si tratta solo di una macchia: chi usa spesso l’acciaio sa che un servizio buono, rovinato da aloni o micro-ruggine, perde per sempre il suo fascino originale. Molti danno subito la colpa all’acqua dura, pensando a un accumulo di calcare. La verità è che il problema nasce spesso dall’esatto contrario: una gestione distratta del sale rigenerante può innescare un processo di corrosione che va avanti, ciclo dopo ciclo, fino a rendere l’acciaio opaco e vulnerabile.


Non serve essere chimici per invertire la rotta. Capire la differenza tra un alone di calcare e una micro-corrosione è il primo passo per salvare le posate (e anche l’umore). Nei prossimi paragrafi trovi una soluzione rapida in tre mosse e un rimedio naturale che allunga la vita del tuo servizio migliore.

L’errore del sale: come la rigenerazione delle resine rovina l’acciaio

Il sale nella lavastoviglie non c’entra nulla con la pulizia diretta delle stoviglie. Serve a rigenerare le resine dell’addolcitore, cioè a evitare che il calcare si depositi su piatti e bicchieri. Il problema nasce quando una piccola quantità di sale sfugge al controllo, magari perché il tappo non è avvitato bene oppure si versa del sale fuori posto durante il rabbocco.

In queste condizioni, il cloruro di sodio entra in contatto diretto con l’acciaio durante i lavaggi ad alta temperatura. La sua azione è subdola: rovina la sottile pellicola protettiva che rende l’acciaio inox, lasciando il metallo scoperto e pronto a ossidarsi. Quello che a occhio sembra un alone di calcare, spesso è già una micro-corrosione. I puntini scuri, invece, sono il segno che il danno è avanzato e la superficie non tornerà più come prima.


Da notare: le posate più costose non sono immuni. Il danno colpisce spesso anche i coltelli, perché la lega dell’acciaio usata per una lama è meno resistente al sale rispetto alle forchette o ai cucchiai.

Come distinguere il calcare dalla corrosione salina

Basta perdere cinque minuti per evitare errori costosi. Il cosiddetto “test dell’aceto” mette in chiaro se il problema è reversibile. Passa un panno imbevuto di aceto bianco sull’alone: se sparisce, era solo calcare. Se resta, o peggio, noti micro-puntinature scure, allora è colpa del sale.

Questo dettaglio fa la differenza per salvare le posate più pregiate. L’acciaio 18/10, se di buona qualità, resiste meglio. Ma molte posate moderne, specie quelle con la lama seghettata o decorate, usano acciai differenti, meno nobili, che soffrono di più la presenza di residui salini. I coltelli sono i primi a rovinarsi: la lama, spesso composta da acciaio martensitico, è progettata per il taglio, non per la resistenza alla corrosione.


3 Trucchi veloci per salvare il servizio buono

  • Lavaggio a vuoto: dopo il rabbocco del sale, avvia subito un ciclo di risciacquo a vuoto per eliminare ogni granello libero. Un piccolo gesto che evita danni permanenti.
  • Controlla la guarnizione: se il tappo del serbatoio sale è deformato, anche solo di poco, l’acqua salata passa nei cestelli durante il lavaggio. Il risultato? Un intero servizio segnato.
  • Regola del risciacquo: mai lasciare a lungo le posate sporche di cibi acidi o salati nella lavastoviglie. Il pomodoro, il limone, ma anche le salse ricche di sale, accelerano la corrosione se restano a contatto con l’acciaio per ore.

Lucidatura estrema: il rimedio naturale per farle tornare come nuove

Non tutto è perduto. Se la superficie appare solo opaca o appena segnata, puoi tentare un recupero con un bagno caldo e acido citrico (va bene anche succo di limone filtrato). Sciogli due cucchiai di acido citrico in un litro d’acqua calda, immergi le posate e lascia agire dieci minuti. Poi sciacqua e asciuga subito con un panno in microfibra: non lasciare mai che il vapore della lavastoviglie completi il suo lavoro, perché proprio in questa fase si creano nuovi aloni.

Osservazione personale: le posate che si asciugano subito, a mano, durano di più. È un dettaglio spesso trascurato, ma chi ha a cuore l’acciaio lo fa senza pensarci.

Ultimo consiglio: prendersi cura della lavastoviglie significa proteggere i propri oggetti preferiti, senza perdere tempo dietro a rimedi improvvisati che peggiorano la situazione.


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immagini credit: stock.adobe.com

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