Molti si chiedono come ottenere liane lunghe e una base sempre folta nel Pothos, soprattutto in inverno. Il trucco degli esperti a gennaio sfrutta un dettaglio spesso ignorato: la capacità di autorigenerazione dei nodi nascosti.

Chi coltiva Pothos lo sa, il rischio più grande a gennaio è ritrovarsi con una pianta spoglia alla base e qualche liana troppo sottile che si allunga senza freni. Il vero segreto per liane infinite? Intervenire proprio quando la luce è poca e la crescita sembra rallentare. Qui entra in gioco la tecnica del reinvigorimento mirato, che in pochi minuti può cambiare l’aspetto della pianta per mesi.
La maggior parte delle persone lascia semplicemente crescere le liane, tagliando solo quando diventano scomode o si aggrovigliano. Questo però impoverisce la parte bassa della pianta, perché i nuovi getti partono solo dall’alto. Gli esperti, invece, puntano su un’operazione rapida ma precisa: il taglio e la ripiantumazione selettiva delle porzioni con nodo. Un dettaglio che fa la differenza: ogni nodo, anche quello più insignificante e semi-nascosto sotto una foglia, può diventare una nuova radice e produrre una pianta gemella.
Pothos: rinfoltire la base sfruttando i nodi
Il trucco degli esperti per una base compatta non si trova sui manuali. Serve un occhio abituato a osservare il Pothos nei cambi di stagione. A gennaio i nodi rimasti spogli dopo la perdita delle foglie possono essere utilizzati per densificare la pianta, ma solo se si interviene prima che si secchino completamente. Si taglia la liana poco sotto il nodo scelto, si elimina la foglia se ingiallita, e si interra la porzione direttamente nello stesso vaso, schiacciando leggermente il terriccio intorno.
Meglio puntare su una miscela con torba e fibra di cocco: mantiene il giusto grado di umidità ma evita i ristagni. Le radici partono dopo 15 giorni se la temperatura non scende sotto i 16 gradi. Un dettaglio che molti trascurano: le talee inserite troppo in profondità tendono a marcire. Lasciare sempre metà nodo scoperto aiuta ad avviare la radicazione.
Quando tagliare e come posizionare le talee
Il momento ideale è una giornata nuvolosa, meglio se verso sera: si limita lo stress idrico. Non serve tagliare tutta la pianta, basta individuare le liane più vecchie, tagliare tra un nodo e l’altro, poi alternare la posizione delle nuove talee sul bordo del vaso. Ogni talea va leggermente inclinata, mai verticale. I professionisti a volte utilizzano anche uno spiedino di legno per fissare la porzione vicino al nodo, così che resti ferma e favorisca la radicazione laterale.
Molti lasciano le nuove talee senza controllo, ma il segreto è vaporizzare acqua demineralizzata almeno una volta ogni due giorni. Evitare di bagnare il terreno fino a completo attecchimento. Solo dopo tre settimane, quando compaiono i primi germogli, si riprende l’irrigazione classica.
Errori da evitare e il consiglio che cambia tutto
L’errore classico è pensare che ogni nodo funzioni allo stesso modo. Alcuni sono troppo vecchi o disidratati, altri hanno già emesso radici aeree. Conviene selezionare i nodi che mostrano una piccola protuberanza verde: è il segno che il Pothos è pronto a ripartire.
Un altro errore è tagliare troppo corto, lasciando la talea senza almeno due centimetri di liana. Serve quella lunghezza per assicurare umidità costante intorno al nodo, evitando che secchi. Ogni tanto conviene ruotare il vaso dopo l’inserimento delle talee: la luce distribuita stimola la ripresa su tutta la circonferenza della pianta.
La vera differenza, più che nella tecnica, sta nell’osservazione attenta dei dettagli minimi. Un Pothos folto a gennaio si ottiene solo se si ha pazienza di aspettare i primi accenni di radicazione e si resiste alla tentazione di irrigare troppo presto. Chi ci riesce, a febbraio si ritrova con una base compatta e liane che sembrano non finire mai.
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